Il Giappone riprende la caccia alle balene. Proteste degli animalisti

di Caterina Galloni
Pubblicato il 7 Luglio 2019 6:00 | Ultimo aggiornamento: 5 Luglio 2019 21:28
Il Giappone riprende la caccia alle balene. Proteste degli animalisti

Il Giappone riprende la caccia alle balene. Proteste degli animalisti (Foto Ansa)

TOKYO –  Dopo 31 anni di interruzione, il Giappone ha ripreso la caccia alle balene per scopi commerciali: cinque imbarcazioni hanno preso il mare da Kushiro, nell’isola settentrionale di Hokkaido.

Il ministero giapponese dell’Agricoltura, delle Foreste e della Pesca ha fissato una quota di 227 balene cacciabili fino a dicembre, per evitare un forte impatto sulle risorse cetacee. Nella quota sono comprese 52 balene Minke, 150 balenottere di Bryde e 25 balene sei, la balenottera boreale.

Non appena messa in vendita in un mercato all’ingrosso di Sendai, la carne fresca del cetaceo è stata venduta a 15.000 yen, circa 120 euro, al chilogrammo: sei volte più del prezzo pagato per la balenottera minore antartica.

Tokyo ha lasciato la IWC (International Whaling Commission) il 30 giugno scorso, promettendo tuttavia di rimanere nelle 200 miglia della costa. La Humane Society International ha criticato la ripresa della caccia a scopo commerciale. “E’ un giorno triste per la protezione delle balene a livello mondiale”, ha osservato il responsabile delle campagne del gruppo Nicola Beynon, accusando il Giappone di aver aperto una “nuova e sconvolgente era piratesca di caccia alle balene”.

In questi trent’anni di stop, in cui il Giappone aveva comunque continuato a praticare la caccia alle balene per scopi scientifici, la richiesta di carne del cetaceo è drasticamente diminuita, tanto da sollevare dubbi tra i commercianti sul futuro delle vendite. (Fonte: Daily Mail)