Giappone. Ritrovato relitto della flotta distrutta del Kublai Khan

Pubblicato il 27 ottobre 2011 11:37 | Ultimo aggiornamento: 27 ottobre 2011 13:00

Un dipinto del Kublai Khan

NAGASAKI, GIAPPONE – Nelle leggende giapponesi vengono chiamati i Kamikaze – i venti divini – ovvero due potenti tifoni, verificatisi a sette anni di distanza l’uno dall’altro nel tredicesimo secolo, che distrussero due diverse flotte di invasione mongole del Kublai Khan talmente numerose da non essere più ricostituite fino a quella che nel D-Day invase la Normandia durante la Seconda guerra mondiale.

Gli archeologi marini affermano ora di aver ritrovato il relitto di una delle navi della seconda flotta, quella del 1281, formata da 4.400 navi, un metro sotto il fondo marino a 25 metri di profondità, al largo delle coste di Nagasaki, in Giappone. Gli scienziati sperano di poter ricostruire la nave della flotta perduta del Khan utilizzando una sua sezione lunga 12 metri. I mongoli hanno occupato la Cina dal 1271 al 1368.

Secondo Yoshifumi Ikeda, docente di archeologia all’Università Ryukyus di Okinawa e capo della squadra di ricercatori, la sezione potrebbe contribuire a identificare tutte le caratteristiche della nave, lunga 20 metri. Il relitto è stato ritrovato usando apparecchiature ad ultrasuoni, ed è il primo di quel periodo ad aver conservato intatto lo scafo, le cui tavole sono ancora fisste con chiodi alla chiglia. Il suo buono stato di conservazione è dovuto al fatto che è stato per secoli ricoperto di sabbia.

”Credo che potremo apprendere di più sulle tecniche di costruzioni navali dell’epoca e sulla situazione degli scambi commerciali nell’Asia Orientale”, ha detto Ikeda in una conferenza stampa. Oltre 4000 manufatti, tra cui frammenti di ceramica, mattoni usati come zavorra, palle di cannone e ancore di pietra sono stati trovati nelle vicinanze del relitto. Secondo gli storici, anche il primo tentativo di invasione mongola del Giappone nel 1274 finì in un completo disastro.