“Nube tossica e radioattiva dal Giappone”: i messaggi bufala spaventano le Filippine

Pubblicato il 15 Marzo 2011 10:11 | Ultimo aggiornamento: 15 Marzo 2011 10:28

BANGKOK – Nell’incertezza sulla fuga radioattiva dalla centrale di Fukushima, la paura – spesso irrazionale – delle conseguenze è arrivata anche nel Sud-est asiatico, a migliaia di chilometri di distanza. Mentre le autorità tranquillizzano la popolazione, specie dopo che alcuni sms-bufala su una temuta nube tossica nella regione si sono diffusi in poche ore, diversi Paesi hanno però già annunciato test sanitari sulle importazioni alimentari dal Giappone.

L’ansia si è sparsa in modo particolarmente veloce nelle Filippine, 3.000 chilometri più a sud, con due messaggi – ricevuti più volte anche dall’ANSA a Bangkok – che invitavano la popolazione a restare in casa nelle prime 24 ore, presagendo “piogge acide” e raccomandando di spalmare sopra la tiroide Betadina, un antisettico facilmente reperibile.

In poche ore quel farmaco è sparito da molte farmacie, e un’università di Manila ha mandato a casa migliaia di studenti in seguito al moltiplicarsi delle chiamate di genitori preoccupati. L’Istituto filippino di ricerca nucleare ha presto smentito qualsiasi pericolo, annunciando che il livello di radiazioni nell’atmosfera era immutato.

A Singapore (a 5.000 km dal Giappone), l’Agenzia ambientale nazionale ha anche tranquillizzato la popolazione, così come hanno fatto le autorità in Thailandia (a 4.300 km dal Giappone), dove almeno 70 mila passeggeri – ha annunciato il presidente dell’ Associazione nazionale delle agenzie di viaggio – hanno cancellato le loro prenotazioni aeree verso Tokyo. Uno dopo l’altro, i vari Paesi del Sud-est asiatico stanno anche introducendo controlli sulla possibile contaminazione dei prodotti alimentari freschi importati dal Giappone. Finora, tali misure sono state annunciate da Malaysia, Singapore, Filippine e Thailandia. .