Torna la paura nucleare a Fukushima: due esplosioni nella centrale, 11 feriti e 7 dispersi

Pubblicato il 14 Marzo 2011 8:05 | Ultimo aggiornamento: 14 Marzo 2011 11:19

TOKYO – Due esplosioni provocate da fughe di idrogeno hanno fatto ritornare la grande paura nella centrale nucleare di Fukushima, nel nord del Giappone, danneggiata dal potente terremoto di venerdì scorso. Dopo le esplosioni (clicca qui per vedere il video) ha affermato la società che gestisce l’ impianto, la Tepco, sette persone sono date per disperse, tra cui sei soldati delle Forze di Autodifesa, l’ esercito giapponese ma l’emergenza sarebbe rientrata. Secondo l’agenzia Jiji si tratta di un solo reattore, il n.2 della centrale di Fukushima n.1. I tre reattori danneggiati dal terremoto di venerdì scorso sono i numeri 1, 2 e 3 e della centrale numero 1 di Fukushima.

I feriti sono undici, secondo la Tepco, mentre altre fonti parlano di nove. Intanto, una scossa di assestamento più forte delle altre, del 6.2, con epicentro a un centinaio di chilometri da Tokyo, ha scosso di nuovo la capitale. L’Agenzia meteorologica giapponese ha previsto che il vento sopra la centrale nucleare di Fukushima soffierà in direzione sud, ma non toccherà Tokyo. L’Agenzia ha precisato che la direzione del vento sarà in generale verso la capitale ma siccome soffierà in modo debole è probabile che si sposti, come spesso accade.

Un nuovo allarme tsunami nel nordest è poi fortunatamente rientrato. Le esplosioni a Fukushima si sono verificate nel reattore n.3, ma secondo l’Aiea, (Agenzia nucleare dell’Onu), non è stata danneggiata la gabbia di contenimento. Le due deflagrazioni sono state molto simili a quella che si era verificata in precedenza in un altro dei reattori della centrale, il n.1.  Secondo le autorità le possibilità di una grossa fuga di gas radioattivo dalla centrale sono attualmente ”molto basse”. In mattinata un brivido è stato causato dall’annuncio di un nuovo allarme per l’ imminente arrivo di un secondo tsunami, con onde altre tre metri, sulla costa nordorientale dell’ isola, dove oggi i soccorritori hanno trovato circa 2000 cadaveri. Intanto si è bloccato il sistema di raffreddamento del reattore numero due danneggiato venerdì 11 marzo.

Il bilancio ufficiale della polizia parla di 1700 morti e di altrettanti dispersi. L’ allarme tsunami è rientrato quando l’ Agenzia metereologica giapponese ha affermato che era stato rilevato alcun terremoto sottomarino. La Borsa ha reagito alla tragedia come previsto, con un calo dell’ indice Nikkei che ha superato il 6%, investendo con maggior forza le imprese manifatturiere. Il razionamento dell’ energia nella regione di Kento, che comprende Tokyo, è stato rinviato a causa di un consumo di energia più basso del previsto. Gran parte dei cittadini sembrano essersi recati al lavoro e le strade hanno il loro aspetto normale se si escludono molti negozi chiusi e insoliti vuoti sugli scaffali dei supermercati.

La Borsa di Tokyo chiude gli scambi in picchiata (-6,18%), alla ripresa delle contrattazioni dopo il sisma: il Nikkei cede 633,94 punti, a quota 9.620,49