Giappone, vulcano sommerso Kikai potrebbe svegliarsi: a rischio 100 milioni di persone

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 febbraio 2018 5:15 | Ultimo aggiornamento: 15 febbraio 2018 0:55
Giappone, vulcano sommerso Kikai potrebbe svegliarsi: a rischio 100 milioni di persone

Giappone, vulcano sommerso Kikai potrebbe svegliarsi: a rischio 100 milioni di persone

TOKYO – In Giappone potrebbe risvegliarsi il vulcano Kikai sommerso al largo delle coste nipponiche la cui ultima esplosione risale a 7300 anni fa. Gli scienziati del Kobe Ocean-Bottom Exploration Center (KOBEC) alla Kobe University, hanno scoperto una gigantesca cupola di lava nella camera magmatica crollata del Kukai. Ritengono che contenga circa 32 chilometri cubici di magma, e le distorsioni sulla superficie indicano che la cupola, attualmente larga circa 10 km e alta 600 mt, stia crescendo.

Gli scienziati sostengono che un’eruzione potrebbe aver luogo senza preavviso e, in tal caso, uccidere fino a 100 milioni di persone e innescare un “inverno vulcanico”. Lo studio ha confermato che la gigantesca cupola di lava si è creata in seguito alla super eruzione di 7.300 anni fa che spazzò via la civiltà preistorica di Jomon nel Giappone meridionale. Se la nuova cupola di lava dovesse esplodere, potrebbe espellere nell’atmosfera enormi quantità di detriti, bloccando così la luce solare e innescare un “inverno vulcanico”, riferisce il Daily Mail. Non solo, potrebbe anche scatenare uno tsunami che colpirebbe il Giappone meridionale, le coste di Taiwan e Cina, e poi spostarsi nelle coste del Nord e del Sud America.

Lo studio afferma che questo tipo di super eruzioni sono “eventi rari ma estremamente pericolosi, hanno un pesante impatto globale come appunto, il cosiddetto inverno vulcanico. “Nel corso di milioni anni, molti di questi super-vulcani ripetono super-eruzioni” e aggiunge il report, gli scienziati sperano di poter utilizzare la ricerca nella “preparazione per la prossima super-eruzione”. La cupola di lava si trova in una caldera, un’ampia conca o depressione, di forma circolare o ellittica, che si forma normalmente dopo lo sprofondamento della camera magmatica del vulcano causato dal suo parziale svuotamento a seguito di un’imponente eruzione. Da quando, nel 2015, è stato istituito il KOBEC, nel 2015, il Centro ha effettuato tre viaggi di rilevamento. La cupola di lava è a 600 metri sopra il fondo del mare e ora è a soli 30,5 metri sotto la superficie.

Secondo lo studio, il bordo esterno e interno della caldera potrebbe sovrapporsi alle isole Satsuma Iōjima e Takeshima, che appartengono all’arcipelago delle isole Ōsumi meridionali, al largo della costa meridionale del Giappone. Sei campioni raccolti lontano dalla cupola sono di riolite, un tipo di roccia vulcanica che si forma con il raffreddamento del magma o della lava, indicando così che la cupola potrebbe contenere lava.

Gli scienziati, vicino alla caldera hanno notato anche delle bolle di gas attive e acqua surriscaldata. Yoshiyuki Tastsumi, capo del KOBEC e specialista in magma, nonché il primo autore dello studio, ha dichiarato al quotidiano The Mainichi:”Sebbene la probabilità che un’enorme eruzione della caldera colpisca l’arcipelago giapponese sia dell’1% nei prossimi 100 anni, nell’ipotesi peggiore il bilancio delle vittime potrebbe salire a circa 100 milioni di persone”.