Gioia Tauro, la nave con le armi chimiche siriane arriva l’11 febbraio

di redazione Blitz
Pubblicato il 2 febbraio 2014 16:40 | Ultimo aggiornamento: 2 febbraio 2014 18:46
Gioia Tauro è stata scelta perché è «un’eccellenza italiana», un porto «specializzato in questo tipo di attività», ha detto Lupi, sottolineando che nel 2012-2013 lo scalo calabrese ha trattato 3000 container di sostanze chimiche, pari a 60 mila tonnellate, mentre quelle che arriveranno dalla Siria saranno solo 570 tonnellate in 60 container, «imballati e sigillati secondo standard internazionali di sicurezza».

Proteste per l’arrivo delle armi chimiche a Gioia Tauro (Ansa)

ROMA –  La nave Usa Cape Ray, incaricata di distruggere le armi chimiche siriane, dovrebbe arrivare a Gioia Tauro a metà febbraio, probabilmente l’11, ma “non sarà in grado di lavorare subito”.  Ad affermarlo è il responsabile disarmo e sicurezza del ministero degli Esteri russo, Mikhail Ulyanov.

Ulyanov ha spiegato che la nave dovrà sostare nel porto italiano per qualche giorno. Serve un miracolo “per completare l’operazione di smantellamento dell’arsenale chimico siriano entro il 2014”, ha detto. E i ritardi nel carico di agenti chimici “stanno costringendo ad annullare fasi pianificate dell’operazione”.

Notizia che non può certo far piacere agli abitanti del comune calabrese, già in allerta. Il governo italiano in una nota assicura che “l’operazione sarà svolta secondo i più alti standard di sicurezza e di tutela dell’ambiente”, rimarcando sul fatto che si tratti “un contributo concreto e imprescindibile a garanzia della stabilità e della sicurezza nella regione mediterranea e mediorientale” e che risponde a una risoluzione dell’Onu. Ma non è bastato a placare la raffica di polemiche.

La scelta del porto e le fasi dell’operazione sono state illustrate in Parlamento in un’audizione del ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, della titolare degli Esteri, Emma Bonino, e del direttore generale dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, Ahmet Uzumcu, recatosi di persona in Italia per ringraziare del “generoso contributo” e fornire dettagli tecnici in grado di far superare i timori.

Gioia Tauro, ha spiegato Lupi, è stata scelta perché è “un’eccellenza italiana“. Il porto calabrese è infatti “specializzato in questo tipo di attività”: nel 2012-2013 lo scalo calabrese ha trattato 3000 container di sostanze chimiche, pari a 60 mila tonnellate, mentre quelle che arriveranno dalla Siria saranno “solo 570 tonnellate in 60 container, imballati e sigillati secondo standard internazionali di sicurezza”.