Giorgio Scanu, italiano linciato e ucciso dalla folla in Honduras: la polizia arresta 5 persone

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Luglio 2021 10:57 | Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2021 10:57
Giorgio Scanu, italiano linciato e ucciso dalla folla in Honduras: la polizia arresta 5 persone

Giorgio Scanu, italiano linciato e ucciso dalla folla in Honduras: la polizia arresta 5 persone

La polizia dell’Honduras ha arrestato almeno cinque persone sospettate di aver preso parte al linciaggio e all’uccisione dell’italiano Giorgio Scanu. Un linciaggio che ha coinvolto circa 600 persone armate di machete, bastoni e pietre a Santa Ana de Yusquare, nel sud del Paese centroamericano. Lo rende noto il governo di Tegucigalpa, citato dall’agenzia Reuters sul proprio sito.

Gli arrestati, prelevati ieri dalla polizia, hanno fra i 19 e i 55 anni. La folla inferocita accusava Scanu di aver pestato a morte e ucciso un anziano vicino di casa dopo un litigio.  

Il linciaggio e l’uccisione di Giorgio Scanu

Una folla inferocita di centinaia di persone lo ha giudicato colpevole senza processo e ha deciso di farsi giustizia sommaria. Ha fatto irruzione in casa sua e lo ha massacrato con bastoni, machete e pietre, per poi appicciare il fuoco. E’ morto così Giorgio Scanu, un italiano da tempo residente in Honduras, vittima di un brutale linciaggio da parte di 600 persone che lo hanno accusato della morte del suo vicino di casa.

“Una folla inferocita di circa 600 persone, molte delle quali armate” di bastoni, machete e pietre è entrata ieri nella casa dell’italiano a Santa Ana de Yusguare, nel sud dell’Honduras, “con l’evidente intenzione di ucciderlo”, e l’intervento della polizia locale “non ha potuto impedirlo”, hanno spiegato le forze dell’ordine, che hanno cercato di mediare con la folla che ha però preso il sopravvento. L’italiano è deceduto in un ospedale locale dopo la brutale aggressione.

La vita di Giorgio Scanu

Scanu, 66 anni, era originario della provincia di Oristano e per molti anni aveva vissuto nel piccolo paese di Santa Giusta, che aveva lasciato almeno 20 anni fa. Partendo da solo, senza la moglie e il figlio, per l’Honduras dove si era poi risposato e aveva avuto altri due figli. Del periodo trascorso in Sardegna alcuni lo ricordano come calciatore, negli anni ’80, per la Milese calcio, la squadra di Milis, altro piccolo comune dell’Oristanese.

“Chi lo conosceva mi ha detto che era un ragazzo semplice, sempre allegro – ha raccontato all’ANSA il sindaco del paese Sergio Vacca – non ha mai vissuto a Milis, ma tutti lo ricordano con affetto. Quanto accaduto è terribile”.