Giornalista New York Times chiede compenso, ma deve restituirlo

Pubblicato il 3 Febbraio 2010 12:50 | Ultimo aggiornamento: 3 Febbraio 2010 12:50

Thomas Friedman

Per fortuna in Italia queste cose non succedono. O almeno non risulta che ci siano dei giornalisti italiani che si fanno pagare per parlare in pubblico.

Invece è accaduto il america che il noto giornalista del New York Times, Thomas Friedman, conosciuto nel nostro paese per il suo libro “Il mondo è piatto”, è stato beccato con le mani nel sacco e dovrà restituire il compenso di 75.000 dollari ricevuto per un suo intervento in un convegno di San Francisco.

Il Nwe York Times proibisce, infatti, ai suoi giornalisti di ricevere compensi esterni, compresi pranzi o cene “offerte”. Friedman, invece, sembra che si faccia pagare e profumatamente.  Il suo intervento al “Bay Area Air Quality Management District”, l’ente di San Francisco che ha lo scopo di migliorare la qualità dell’aria, valeva infatti 75.000 dollari. Una parcella che comprende anche la possibilità per alcuni dei partecipanti di porgli domande.

Proprio durante il meeting della scorsa settimana Friedman è stato messo alle strette dalle domande di un collega, meno noto e meno ricco, del Los Angeles Times. Davanti alla platea il giornalista del LAT ha infatti detto che il quotidiano newyorkese non consente ai suoi redattori di percepire compensi esterni. Morale della favola Friedman ha dovuto restituire il 75.000 dollari alla Bay Area Air Quality Management District.

Secondo il sito Gawker.com le disavventure economiche per il giornalista non finiscono qui. La ditta di famiglia della moglie è stata costretta a dichiarare bancarotta. Forse Friedman dovrà cambiare tenore di vita.