Giornata mondiale della gentilezza. Di quella perduta?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Novembre 2015 11:32 | Ultimo aggiornamento: 13 Novembre 2015 11:51
Giornata mondiale della gentilezza. Di quella perduta?

Giornata mondiale della gentilezza. Di quella perduta?

ROMA – Oggi 13 novembre si celebra la giornata mondiale della Gentilezza, ovunque sono previsti manifestazioni ed eventi piccoli e grandi nelle città di tutto il mondo. In particolare quest’anno il tema scelto è la sensibilizzazione sul fenomeno del bullismo. Oggi, prescrive il decalogo del movimento mondiale per la gentilezza, bisogna essere gentili.

E’ una dolce ingiunzione e al diavolo (ops, prima violazione) la spontaneità se questa significa, come significa nell’esperienza quotidiana, arroganza, prepotenza, malanimo. Di giovani e vecchi, uomini e donne. A scuola, al lavoro, per strada, a casa. Bisognerebbe costituzionalizzarlo l’obbligo alla gentilezza, il dovere della cortesia minima, del sorriso. Gli americani non hanno forse costituzionalizzato il diritto alla felicità? La gentilezza come antidoto e vaccino funziona, non costa niente e non ha effetti collaterali.

Peccato che, basta scorrere distrattamente un giornale, sia merce rarissima (“Ci mancava solo l’ebreo accoltellato. Il resto c’è”).  Sfogliamo a caso. Ieri sera, un cittadino di Milano reo di mostrare la sua appartenenza religiosa di ebreo praticante è stato accoltellato da un uomo così malato dentro da non poter trattenere la sua paranoia antisemita. Tecnicamente un “gentile”, nel senso ebraico di goym (non ebreo), l’altro da sé, il pagano per i cristiani.

Si può essere dunque gentili e cristiani senza essere né buoni ne ispirati da Cristo. Mutilati, perché incapaci di sorridere, donare un pezzo di sé, per semplice altruismo. Altra pagina, altra prova della gentilezza nascosta, tramortita, offesa. Ieri le civilissime e raffinate (perché educate dall’arte e dalla bellezza alla cortesia) nazioni europee hanno smontato il piano faticosamente messo in piedi per l’accoglienza dei rifugiati: si fa a gara a chi costruisce il muro più alto, tornano le barriere nell’Europa della libertà di movimento, gli idranti e i cani della Polizia danno il benvenuto ai nuovi arrivati. Il decalogo della gentilezza impone di evitare il disfattismo e rimboccarsi le maniche. Meno male, s’era affacciato un pensiero triste: oggi si celebra il funerale della gentilezza.