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Giulio Regeni, procuratore Egitto: “Inchiesta avanti fino alla cattura dei killer”

Giulio Regeni, procuratore Egitto: "Inchiesta avanti fino alla cattura dei killer"

Giulio Regeni, procuratore Egitto: “Inchiesta avanti fino alla cattura dei killer”

IL CAIRO – Claudio e Paola Regeni, genitori di Giulio, il ricercatore universitario trovato morto con segni di tortura alla periferia del Cairo il 3 febbraio scorso, hanno visto martedì 6 dicembre per la prima volta gli inquirenti egiziani che indagano sull’omicidio.

L’occasione è stata rappresentata dal vertice organizzato con gli inquirenti romani per un aggiornamento sulle reciproche indagini. “Sono tragici i fatti su cui stiamo investigando ed il mio impegno è quello di non chiudere le indagini finché non saranno arrestati i responsabili, ha detto il procuratore generale della Repubblica Araba d’Egitto Nabil Ahmed Sadek ai coniugi Regeni. Giulio era portatore di pace”.

Nel corso del colloquio che si è tenuto presso la scuola di polizia di via Guido Reni, Sadek, a capo della delegazioni di inquirenti del Cairo, ha anche espresso le condoglianze sue, delle istituzioni e del popolo egiziano. Claudio e Paola Regeni, nel ricordare il profondo amore del loro figlio per il mondo arabo e per la sua cultura, hanno detto di apprezzare il gesto del procuratore Sadek.

Il procuratore della repubblica di Roma Giuseppe Pignatone ed il sostituto Sergio Colaiocco confidano in questo nuovo vertice, il quinto della serie, ed auspicano di acquisire nuovi e più decisivi elementi per risalire ai responsabili dell’omicidio.

Una prima sessione di lavori si è tenuta nel pomeriggio. Mercoledì è prevista una seconda sessione al termine della quale sarà emesso un comunicato congiunto. L’incontro tra le due autorità giudiziarie è stato organizzato all’insegna della distensione di rapporti e dell’impegno a perseguire il comune intento di assicurare giustizia alla vittima.

La svolta nei rapporti si è avuta a settembre con l’ammissione della polizia egiziana di aver indagato su Giulio per alcuni giorni, dopo una denuncia a suo carico presentata dal capo del sindacato indipendente. Non solo, agli inquirenti romani fu consegnata praticamente l’intera documentazione chiesta in due rogatorie ed, in particolare, quella sulle celle telefoniche della zona in cui Regeni transitò prima di sparire nel nulla e quella fu trovato privo di vita, tra il Cairo ed Alessandria.

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