Australia: estradato italiano accusato di duplice omicidio

Pubblicato il 3 Maggio 2011 0:52 | Ultimo aggiornamento: 3 Maggio 2011 0:52

ROMA -Un emigrato italiano in Australia, appena estradato dall’Italia dove era tornato due anni fa, è comparso davanti ad un tribunale di Sydney, imputato per l’uccisione di due fratelli, anch’essi emigrati italiani e suoi ex soci d’affari.

I detective australiani della squadra omicidi si erano recati a Roma il 25 aprile dove hanno incontrato ufficiali di polizia italiani e dell’Interpol e hanno arrestato Giuseppe di Cianni, di 65 anni, con cui sono rientrati sabato. Di Cianni, che appariva malfermo e con un braccio fasciato, è stato trasferito alla centrale di polizia.

Il primo maggio è comparso in videolink davanti al tribunale di Parramatta, dove è stato incriminato di due reati di omicidio e rinviato a giudizio immediato, con prima udienza domani. I reati si riferiscono all’uccisione di Albert Frisoli di 56 anni e del fratello Mario di 52, i cui corpi furono ritrovati con numerose ferite di coltello il 7 maggio 2009 nella loro casa di Rozelle, un sobborgo di Sydney. Tre giorni dopo Di Cianni lasciava l’Australia dicendo di doversi sottoporre a una cura contro il cancro, a Roma.

Di Cianni era tornato al suo paese di San Marco Argentano, nel Cosentino, dove aveva avviato una piccola azienda agricola, ed è stato arrestato dalla polizia italiana lo scorso agosto. Il comandante della squadra omicidi di Sydney commissario Peter Cotter ha detto ai giornalisti che l’arrestato ha sofferto problemi di salute e le sue condizioni non sono buone.

“È certamente invecchiato negli ultimi due anni”, ha osservato. “Crediamo ancora che vi possa essere stato qualcuno che ha aiutato quest’uomo dopo l’evento, ovviamente stiamo cercando di raccogliere prove sufficienti”, ha aggiunto.

Secondo gli inquirenti australiani il fatto di sangue sarebbe maturato dopo delle accuse di frode che lo stesso Di Cianni avrebbe avanzato nei confronti di Albert Frisoli. I due erano divenuti soci in affari nel 1998 costituendo un gruppo di società nel settore dell’edilizia.

Il rapporto tra i due però si sarebbe inasprito dopo appena due anni e un patrimonio di circa quattro milioni di dollari australiani fu bruciato dai debiti. Di Cianni non la prese bene e trascinò in giudizio, davanti alla Corte federale, l’ex partner, accusandolo di frode. Sempre secondo gli investigatori, Di Cianni non aveva perdonato a Frisoli d’avergli portato via il suo patrimonio.

E così, la sera del 6 maggio di due anni fa, si sarebbe recato a casa di Albert Frisoli per quello che, probabilmente, doveva essere un chiarimento. E invece fu una strage: Di Cianni in un moto di rabbia avrebbe ucciso con un coltello da cucina prima Albert e quindi il fratello Mario, sopraggiunto poco dopo, dandosi poi alla fuga.