Giuseppe Versaldi, il cardinale amico di Bertone che controlla l’Idi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Giugno 2015 11:11 | Ultimo aggiornamento: 20 Giugno 2015 11:12
Giuseppe Versaldi, il cardinale amico di Bertone che controlla l'Idi

Il cardinale Giuseppe Versaldi

CITTA’ DEL VATICANO – Amico del cardinale Tarcisio Bertone e anche di Gianstefano Frigerio, condannato a 3 anni e 4 mesi per tangenti negli appalti per l’Expo e Città della salute: è il cardinal Giuseppe Versaldi, 71 anni, nel ritratto fatto da Paolo Conti sul Corriere della Sera. 

Versaldi, delegato pontificio per la Congregazione dei Figli dell’Immacolata ed ex presidente della Prefettura degli Affari economici della Santa Sede, è stato chiamato il 1° aprile da papa Francesco alla guida della Congregazione per l’educazione cattolica.

Scrive Conti sul Corriere della Sera:

“Il suo rapporto con il cardinal Tarcisio Bertone è sempre stato forte: nel 1994 fu lui – da arcivescovo di Vercelli – a nominare Versaldi vicario generale. E fu sempre Bertone, da Segretario di Stato, a chiamarlo il 18 febbraio (nelle frenetiche ore tra le dimissioni di Benedetto XVI e il Conclave che avrebbe eletto Bergoglio) a controllare l’Idi. Bertone si è sempre fidato: organizzò a casa di Versaldi una cena, ai primi di febbraio 2013, per riprendere i rapporti con Ettore Gotti Tedeschi, traumaticamente uscito dallo Ior da nove mesi. Si doveva organizzare un’udienza con Benedetto XVI. Che, pochi giorni dopo, si dimise… Insomma, siamo di fronte a un «bertoniano» che papa Francesco ha preferito vedere ai vertici dell’educazione cattolica, sottraendogli gli Affari economici.

Il cardinale ha fama di uomo di mondo, pratico, abituato alla ribalta mediatica (…). Il nome del cardinale appare più volte nelle telefonate di Gianstefano Frigerio (condannato a 3 anni e 4 mesi per tangenti negli appalti per l’Expo e Città della salute) nelle intercettazioni del dicembre 2013. La familiarità tra i due è evidente. Frigerio lo definisce «il mio amico ministro delle Finanze lì in Vaticano... ma il cardinal Versaldi non protegge certo i ciellini…». Rappresentato, insomma, come un punto di riferimento in un universo che andava dalla Fininvest alla ex Democrazia Cristiana.

Le ultime intercettazioni consegnano un altro tassello nel ritratto del clima che si respira in Vaticano intorno al Pontefice. La possibilità che qualcuno assai vicino al Santo Padre, con disinvoltura, decida di nascondergli importanti operazioni finanziarie, utilizzando anche fondi italiani. Ma Versaldi, nella sua nota, nega tutto. La telefonata con Profiti risale a quando «erano ancora imprecisate le vie tecniche da seguire» per il salvataggio dell’Idi. Gli incontri tecnici precedenti quello con il Papa «erano serviti a fare alcune ipotesi e il mio mandato era sempre di seguire tutte le vie in accordo con le leggi vaticane e italiane… il mio invito a non entrare nei dettagli tecnici ancora in discussione non aveva nessun a intenzione di “mentire” al Papa ma semplicemente di tacere ciò che ancora non era chiaro neppure ai tecnici». Poi «sono cadute tutte le ipotesi e si è giunti alla soluzione trovata, proposta e approvata anche dai Commissari governativi che, come da atto pubblico documentato è consistita in un prestito di 50 milioni di euro erogato dall’Apsa (l’Amministrazione del patrimonio della Santa Sede, ndr ) dopo il consenso avuto dal Santo Padre in una udienza successiva».

Infine Versaldi rivendica «l’avvenuto salvataggio di 1.334 posti di lavoro che altrimenti erano a forte rischio». Versaldi appare rilassato: «Si, sono sereno. Ci sono atti pubblici». E quel non dire al Papa dei 30 milioni? «Era un invito a non anticipare ipotesi che poi furono scartate perché non andavano bene… Posso capire che simili parole possano apparire come la volontà di nascondere. Ma era solo l’inizio di un processo di discernimento, concluso con un prestito trasparente. C’era una buona intenzione, che non basta, lo so, perché occorre che siano buoni i metodi secondo le leggi italiane e vaticane. E le carte lo dimostrano, infatti c’è stata l’approvazione del Santo Padre…».