“Google non può competere con Facebook”. Lo dice l’inventore di Gmail

Pubblicato il 27 Dicembre 2010 5:50 | Ultimo aggiornamento: 26 Dicembre 2010 12:52

Ha Google una possibilità di competere con Facebook? Per Paul Buchheit la risposta è “No”. Anzi, per Google sarebbe più facile arrivare sulla luna che aspirare a diventare un serio contendente del social network.

Dopo essere stato il dipendente numero 23 di Google, il creatore di Gmail e dello slogan “Don’t be evil”, Paul Buchheit ha ideato l’aggregatore sociale FriendFeed che ha venduto a Facebook per 50 milioni di dollari. Da Novembre lavora per un incubatore d’impresa e da allora è più libero di esprimere i suoi pensieri sui problemi che affliggono Google e la sua incapacità di competere con Facebook. Sulla rete ha anche dato voce a voci interne alla società che si lamentavano della “disorganizzazione e…squadre che lavorano similmente o in conflitto”.

Il sito Gawker gli ha inviato delle domande per cercare di capire meglio il suo pensiero. Ecco come ha risposto ad alcune delle domande che gli sono state poste.

Sarebbe sbagliato notare un tocco di pessimismo da parte tua su alcune iniziative di rilievo di Google? A conti fatti, ritieni ancora che Google sia innovativa?

In generale sono abbastanza ottimista su Google. L’inevitabile fallimento di ChromeOS è in parte dovuto al grandissimo successo di Android. Per quel che riguarda i social network, mi aspetto che Google ottenga maggiori successi con la sua macchina auto-guidata e le proposte di allunaggio. Credo che sia doveroso notare che i due concorrenti di maggior successo di Facebook, Twitter e Foursquare, sono stati creati entrambi da persone che hanno avuto poca fortuna a Google.

Buon punto su Android. Sembri molto meno ottimista sui social network. Perché il sociale non si combina bene con quello in cui Google primeggia, e cioé le competenze ingegneristiche di base?

Beh, questa è una domanda complessa ma il riassunto è che la forza di Google è nel costruire sistemi di computer su larga scala come il Big Table, e di riflesso, provano ad applicare la stessa filosofia a qualsiasi problema. Anche Facebook è molto brava in quello che fa (non come MySpace).

L’unica buona strategia che posso vedere per Google è di creare qualcosa di completamente diverso da Facebook (come Twitter or Foursquare), ma Google probabilmente non ha le persone adatte al posto giusto per questo problema.

[Buchheit si riferisce all’esperienza di Dennis Crowley, che ha venduto il suo servizio di ‘check-in’ Dodgeball a Google nel 2005, salvo poi andarsene insoddisfatto due anni dopo, citando una mancanza di sostegno. Ha poi cominciato un servizio praticamente identico chiamato Foursquare, che viene adesso valutato più di 90 milioni di dollari e sta conquistando una fetta di  mercato che per Google è prioritaria]

Facebook incute senza dubbio timore. Ma perché una forza ed un interesse nel creare un sistema su larga scala dovrebbe frenare Google dal creare una alternativa a Facebook? Burocrazia? O forse vuole anche  dire restii a buttarsi in cose  che sembrano “troppo piccole”, tipico atteggiamento di una grande compagnia quando ci sono mercati tecnologici emergenti?

Il problema è capire quali abilità vengono valorizzate maggiormente. Ognuno ha capacità diverse, e le persone che creeranno il prossimo Twitter non devono per forza essere quelle che daranno vita anche al prossimo Big Table. Un metodo che ha riscosso molto successo in un determinato settore può avere delle difficoltà in altri ambiti.