Google nel mirino: 50 Stati americani lanciano indagine Antitrust

di redazione Blitz
Pubblicato il 10 Settembre 2019 1:50 | Ultimo aggiornamento: 10 Settembre 2019 1:50
Google nel mirino: 50 Stati americani lanciano indagine Antitrust

Google nel mirino: 50 Stati americani lanciano indagine Antitrust (Foto Ansa)

ROMA – Google nel mirino di quasi tutti gli stati Usa per sospetto abuso di posizione dominante sul fronte della pubblicità e delle ricerche web. A lanciare l’indagine antitrust sono stati 50 procuratori generali di 48 stati, del District of Columbia, dove si trova la capitale Washington, e del territorio di Porto Rico. Mancano all’appello solo la California e l’Alabama.

L’obiettivo, come ha spiegato il procuratore generale del Texas, lo Stato capofila dell’iniziativa, è quello di verificare se l’azione di Mountain View rappresenti una minaccia per la libera concorrenza e la tutela dei consumatori. Un aspetto su cui negli Stati Uniti è stata aperta anche un’inchiesta a livello federale con il Dipartimento di giustizia e la Federal Trade Commission che già a fine agosto avevano chiesto ai responsabili di Google documenti e dati.

Richiesta simile a quella che quasi sicuramente verrà avanzata nei prossimi giorni e nelle prossime settimane anche dalle autorità dei singoli stati Usa. “Quando non ci sono più un libero mercato e una libera competizione questo porta inevitabilmente ad un aumento dei prezzi e a un danno per i consumatori”, hanno affermato in conferenza stampa il procuratore texano Ken Paxton e quello della Florida Ashley Moody.

Non c’è pace dunque per Google, che in Europa è stata già multata per violazione delle norme antitrust con 9 miliardi di dollari negli ultimi tre anni e che di recente ha ricevuto una multa da 170 milioni di dollari inflitta dall’autorità federale Usa per violazione della privacy dei minori attraverso la sua controllata YouTube.

In realtà è tutta la Silicon Valley a finire sulla graticola. Basti pensare all’indagine antitrust lanciata contro Facebook da un altro gruppo di otto stati guidati dalla procuratrice generale dello stato di New York Letitia James. Sempre il colosso guidato da Mark Zuckerberg è reduce dalla stangata da 5 miliardi di dollari per la violazione dei dati personali nello scandalo di Cambridge Analytica.

Fonte: Ansa