Ancora paura in Grecia: allarme bomba al ministero dell’Economia

Pubblicato il 25 Giugno 2010 10:14 | Ultimo aggiornamento: 25 Giugno 2010 10:40

Dopo l’attentato di giovedì pomeriggio contro il ministero dell’Interno, dove una persona è rimasta uccisa, torna la paura terrorismo in Grecia. Nella mattinata di venerdì 25 giugno, una telefonata ha preannunciato una bomba al ministero dell’economia ad Atene.

La polizia ha fatto evacuare l’edificio. Sono numerosi i falsi allarmi bomba in Grecia. Ieri l’esplosione che ha provocato la morte del aiutante del ministro dell’interno, Michalis Chrisochoidis, non era stata preannunciata. In Grecia polizia e servizi di sicurezza sono ora in stato di massima allerta.

L’attentato di giovedì. Un pacco bomba è esploso ieri al settimo piano del ministero dell’interno nell’ufficio del vice commissario di polizia Giorgios Vasilakis, assistente di Chrisochidis. Vasilakis, 53 anni, è morto sul colpo in seguito alla potente detonazione che ha gravemente danneggiato l’ufficio, che si trova a pochi metri da quello del ministro, che pur trovandosi nell’edificio è rimasto indenne.

Il premier, Giorgio Papandreou, che dopo l’attentato ha tenuto un vertice di sicurezza, ha assicurato che ”governo e società non si lasceranno terrorizzare” dal ”vile assassinio” compiuto mentre il Paese cerca di risollevarsi dalla crisi economica. Chrisochoidis ha promesso che gli assassini di Vasilakis ”saranno arrestati e processati”.

Secondo le prime analisi l’esplosivo, contenuto in una scatola per scarpe, sarebbe dello stesso tipo della bomba che nel marzo scorso uccise un ragazzo afghano davanti ad un edificio della polizia ad Atene. L’antiterrorismo, pur ”non escludendo alcuna pista”, fa l’ipotesi che dietro l’attacco, che segna un’escalation, vi siano o i resti del principale gruppo armato Lotta Rivoluzionaria (Ea), quasi del tutto smantellata nei mesi scorsi con l’arresto di sei capi e la scoperta dell’arsenale. Oppure Cospirazione dei Nuclei di Fuoco che a maggio rispose a tali arresti con attentati ad Atene e Salonicco.

Non si esclude neppure un gruppo poco conosciuto come “Volontà di Popolo” che nel febbraio scorso compì un attentato contro l’ufficio privato di Chrisochoidis ad Atene. Il principale nodo da risolvere, come sottolinea stamane la stampa, è come il pacco bomba sia giunto nell’ufficio di Vasilakis malgrado le misure di sicurezza, e secondo l’ex viceministro dell’interno Christos Markogiannakis non si può escludere un ”aiuto dall’interno”.