Greci in rivolta contro i profughi. Erdogan li spara come proiettili umani sull’Europa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Marzo 2020 9:09 | Ultimo aggiornamento: 3 Marzo 2020 9:09
Greci in rivolta a Lesbo contro i profughi. Erdogan li spara come proiettili umani sull'Europa

Greci in rivolta contro i profughi. Erdogan li spara come proiettili umani sull’Europa (nella foto Ansa, la protesta dei greci contro i migranti sbarcati a Lesbo)

ROMA – Greci in rivolta contro i profughi. Non gruppi isolati di estrema destra, non bande di isterici xenofobi. Ma gente, gente comune, una intera opinione pubblica c’è dietro quei greci che a Lesbo hanno dal pontile respinto in mare l’ennesimo gommone di giornata carico di profughi. E un’intera opinione pubblica greca c’ è dietro quelle motovedette che non soccorrono ma respingono gommini e canotti nel breve tratto di mare tra la costa turca e le isole greche.

Già, i turchi, la Turchia, Erdogan. Le motovedette turche accompagnano i gommoni dei profughi, li accompagnano e spingono verso la Grecia. Erdogan si presenta fiero in pubblico e dichiara: all’Europa gliene ho mandati oggi 120 mila, ma domani saranno di più,  saranno milioni quelli che gli spedisco, credevano non facessi sul serio, adesso i miei telefoni squillano…E’ fiero e soddisfatto Erdogan, lo dice, lo rivendica, non lo nasconde, lo fa alla luce del sole. Spara profughi come proiettili umani contro l’Europa. Se qualcuno muore dà la colpa alla Grecia, ma è lui il mandante.

Perché lo fa, cosa vuole? Vuole punire l’Europa, punirla di non stare alle sue richieste, anzi ordini. Dall’Europa vuole soldi, almeno altri tre miliardi di euro dopo i quasi sei già incassati. E l’Europa atterrita è pronta a pagare. Ma non basta: Erdogan vuole che ai turchi sia concesso di muoversi in Europa senza limiti e questa è solo questione di far vedere soprattutto in patria chi comanda. Dall’Europa Erdogan vuole ancora appoggio diplomatico e forse anche logistico alle sue azioni militari in Siria. Vuole che l’Europa appoggi la creazione di un mini Stato turco in terra siriana e che la Nato dia una copertura alla spedizione militare.

E’ lo stesso Erdogan che alla Grecia e all’Italia e a Cipro che il mare e il fondo marino del mediterraneo orientale sono roba sua, e glielo ha detto con navi militari. E’ lo stesso Erdogan che manda soldati in Libia. Erdogan che ignora gli europei, li colpisce quando può, ora li prende per il collo. Un tempo in un assedio milizie turche lanciarono con catapulte nella città assediata i cadaveri di persone morte di peste. Meno macabra ma analoga nella crudeltà è la scelta turca di far passare la frontiera turca a centinaia di migliaia di profughi e scagliarli contro e oltre le mura dell’Europa.

Accade però qualcosa di al momento imponderabile nelle sue conseguenze: appunto i greci in rivolta contro i profughi. Alla frontiera c’è l’esercito greco, non riesce a fermare tutti ma ha dalla sua il pieno appoggio della pubblica opinione quando ferma e respinge anche con le maniere forti. E a Lesbo, isola dove i profughi sono ormai ventimila e più, la popolazione greca respinge e caccia anche i bambini. Non perché siano bestie feroci ma perché ventimila su un’isola sono l’inferno, è istinti di sopravvivenza che prende la forma, in queste condizioni inevitabile, della xenofobia.