Guy Burgess, nuova biografia: alcolizzato, morì a Mosca

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Settembre 2015 14:18 | Ultimo aggiornamento: 3 Settembre 2015 14:18
Guy Burgess, nuova biografia: alcolizzato, morì a Mosca

Guy Burgess, nuova biografia: alcolizzato, morì a Mosca

ROMA – Guy Burgess, la spia di Cambridge, morì a Mosca solo e depresso nel 1963. Il suo fegato era stato seriamente compromesso dall’alcolismo. Questi i dettagli sulla vita di Burgess nell’ultima biografia pubblicata sulla spia di Cambridge, che passò i suoi ultimi giorni a struggersi per la Gran Bretagna che aveva abbandonato e tradito.

Il Daily Mail scrive che Burgess fuggì a Mosca nel 1956 insieme a Donald Mclean dopo essere stati scoperti. I due vennero celebrati come eroi all’arrivo in Unione sovietica e presto dimenticati e lasciati da soli. Dopo l’arrivo a Mosca vennero trasferiti a Kuybyshev, una città chiusa agli stranieri, dove il Kgb li interrogò a lungo prima di convincersi che le due spie non erano doppiogiochisti. Solo dopo alcuni anni in quella città a Burgess fu assegnata una nuova identità, col nome di Jim Andreyevitch Eliot.

Mentre Mclean imparò il russo e trovò un lavoro, integrandosi, Burgess invece sognava di tornare a casa. Un sogno a cui dovette rinunciare quando l’Inghilterra gli disse chiaramente che lo avrebbe arrestato per alto tradimento se avesse rimesso piede in Gran Bretagna.

Da allora la vita di Burgess fu solitaria, tra alcol e sigarette in un appartamento a Mosca sorvegliato dal Kgb, l’appartamento in cui morì’ nel 1963 per una grave insufficienza epatica.