Hollywood contro il Beverly Hills Hotel del sultano del Brunei

Pubblicato il 8 Maggio 2014 12:48 | Ultimo aggiornamento: 8 Maggio 2014 12:48
Il Beverly Hills Hotel

Il Beverly Hills Hotel

USA, LOS ANGELES – Hollywood contro il Beverly Hills Hotel, di proprieta’ del sultano del Brunei, per colpa delle leggi anti-gay adottate nel Paese asiatico. Diverse star hanno deciso di boicottare il famosissimo albergo, rifugio per l’elite del cinema sin dal 1912, e hanno preso parte a una manifestazione lungo Sunset Boulevard. L’obiettivo e’ quello di protestare contro il gruppo di investimento controllato dal sultano Hassanal Bolkiah, il quale ha annunciato l’adozione della Sharia, la legge islamica, nel codice penale del suo Paese.

Una svolta che prevede rigide pene per i colpevoli di omosessualita’ o di adulterio, tra cui la condanna a morte per lapidazione. Tra le stelle di Hollywood che hanno partecipato alla manifestazione c’erano Ellen DeGeneres, divenuta una paladina per la parita’ dei diritti degli omosessuali, e Jay Leno. “Vogliamo solo che le persone siano consapevoli – ha detto Leno – non si tratta di una questione politica, non e’ qualcosa di discutibile. Si tratta di gente che viene lapidata a morte”. Inoltre, Ellen DeGeneres e il magnate Richard Branson hanno annunciato che non frequenteranno piu’ il Beverly Hills Hotel e le altre strutture della catena Dorchester Collection sino a quando la situazione non verra’ risolta.

Anche il sindaco di Beverly Hills, Lili Bosse, si e’ schierata contro le nuove leggi anti-gay e ha chiesto al governo del Brunei di rinunciare all’hotel. “La citta’ di Beverly Hills condanna fermamente il governo del Brunei per l’adozione di leggi che impongono sanzioni estreme e disumane – recita un documento adottato dal consiglio comunale – e lo esorta a cedere il Beverly Hills Hotel e tutte le altre proprieta’ che possiede nella nostra citta’”. Christopher Cowdray, amministratore delegato di Dorchester Collection, ha invece sostenuto che le celebrita’ stanno protestando nel posto sbagliato: “cosi’ facendo non fermeranno l’attuazione delle nuove leggi – ha detto alla Cnn – ma danneggiano i nostri dipendenti e le loro famiglie, che non centrano nulla con tutto questo”.