Hong Kong, accusato di rivolta e assalto il manifestante 18enne ferito dalla polizia

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 Ottobre 2019 14:15 | Ultimo aggiornamento: 3 Ottobre 2019 14:15
Hong Kong, accusato di rivolta e assalto il manifestante 18enne ferito dalla polizia

Il momento del ferimento del giovane attivista (Foto Ansa)

HONG KONG – Tsang Chi-kin, lo studente di 18 anni ferito al torace dalla polizia durante le proteste del primo ottobre a Hong Kong, è accusato di ribellione e assalto alle forze dell’ordine. Tsang fa parte di un gruppo di 77 ragazzi che dovranno rispondere di rivolta. Il ragazzo è ancora ricoverato al Queen Elizabeth Hospital e dopo un intervento d’urgenza è stato indicato come in condizioni stabili. 

Il Giorno del Lutto

Le proteste del primo ottobre, “Giorno del Lutto” in risposta ai festeggiamenti in pompa magna di Pechino per i 70 anni della fondazione della Repubblica popolare cinese, sono state le più violente da quando il movimento pro-democrazia ha mosso i primi passi a giugno con la legge sulle estradizioni in Cina.

Il bollettino della polizia è chiaro: scenari da guerriglia urbana con circa 1.400 cariche di lacrimogeni e gli oltre 1.300 proiettili di gomma di vario tipo sparati, autentici record in quasi quattro mesi. In più, 269 arresti, finora il massimo giornaliero, di cui 178 uomini e 91 donne di età tra i 12 e i 71 anni, con accuse che vanno dall’adunanza illegale al possesso di armi.

La polizia ha difeso le “regole d’ingaggio coi manifestanti”, definite in linea con gli standard internazionali, a fronte di una nuova ondata di diffusa indignazione. “Non sparate sui nostri ragazzi”, è stato uno dei poster più mostrati durante i sit-in.

“Alcune persone non hanno mai avuto alcun addestramento professionale sulle armi. Qual è la base del loro giudizio di professionalità sulla polizia?”, ha affermato il sovrintendente capo John Tse in conferenza stampa, per il quale l’agente (il cui nome è stato tenuto segreto per motivi di sicurezza) che ha sparato al 18enne ha seguito le procedure internazionali.

Le associazioni di polizia hanno sollecitato il governo a optare per il coprifuoco o per le misure emergenziali previste dall’ordinanza del 1922 del periodo coloniale per un migliore contrasto: gli agenti operano “come in una zona di guerra”, è la lamentela riportata dal South China Morning Post. (Fonti: Ansa, South China Morning Post)