Hong Kong, 2 sorelle saudite in fuga: funzionari provano a rapirle e rimpatriarle

di Caterina Galloni
Pubblicato il 23 febbraio 2019 6:23 | Ultimo aggiornamento: 22 febbraio 2019 20:05
Hong Kong, 2 sorelle saudite in trappola: volevano fuggire, funzionari provano a rapirle e rimpatriarle

Hong Kong, 2 sorelle saudite in trappola: volevano fuggire, funzionari provano a rapirle e rimpatriarle

HONG KONG – Due sorelle saudite di 18 e 20 anni, da cinque mesi sono intrappolate a Hong Kong: sono fuggite dallo Sri Lanka nel cuore della notte per partire verso l’Australia nella speranza di costruire una nuova vita. Le due sorelle hanno aspettato di andare in vacanza con la famiglia in Sri Lanka e poi messo in atto l’audace fuga.  

Dopo aver adottato gli alias Reem e Rawan sono state in grado di portare a termine la prima parte del viaggio ma successivamente sono state fermate all’aeroporto di Hong Kong. Gli agenti hanno ritirato i loro passaporti e “ingannate” tentando di farle imbarcare su un volo di ritorno in Arabia Saudita: dall’avvocato delle giovani l’episodio è considerato come un tentativo di rapimento. Invece di accondiscendere, le sorelle per timore di essere costrette a tornare in Arabia Saudita, sono scappate e da cinque mesi sono nascoste a Hong Kong. Sostengono che nel Regno potrebbero essere sottoposte a punizioni severe se non addirittura alla morte.

Successivamente hanno scoperto che uno degli agenti in realtà era il console generale dell’Arabia Saudita a Hong Kong e che la loro prenotazione di volo era stata cancellata, ha riferito l’avvocato.
Alcuni giorni dopo, il padre e lo zio erano arrivati in città, la polizia aveva rintracciato le sorelle in un albergo e poi prese in custodia ma si erano rifiutate di incontrare i parenti e dopo esser state riportate in hotel, sono scappate per la terza volta. 

Da quel momento hanno cambiato 13 posti per evitare di essere trovate e dover rientrare a Ryad, scrive il Dail Mail. Non hanno chiesto asilo a Hong Kong temendo un iter lungo e hanno fatto appello, tramite il loro avvocato, per ottenere un visto in un paese “sicuro”.

È solo l’ultimo dei casi di donne che fuggono dal paese ultra-conservatore a poche settimane di distanza da quando a Bangkok, Saudi Rahaf Mohammed, 18 anni, ha catturato l’attenzione mondiale barricandosi nella stanza d’albergo di un aeroporto. Reem, 20 anni, alla Cnn ha raccontato che il fratello l’avrebbe picchiata per aver riso con la sorella, mentre Rawan temeva di essere costretta a dover sposare il cugino più piccolo e ha aggiunto che temeva ripercussioni se avesse mai detto alla famiglia che aveva rinunciato all’Islam.

“Chi abbandona l’Islam secondo i testi dovrebbe essere ucciso. Sapevo che nessuno mi avrebbe protetto perché tutta la famiglia è molto religiosa”. Le sorelle avevano programmato la fuga da due anni, ma hanno dovuto aspettare che Rawan compisse 18 anni, quando finalmente ha potuto richiedere un visto turistico australiano.

Fonte: Daily Mail