IgNobel 2020, da Bolsonaro a Trump: i potenti hanno avuto più impatto sulla vita e la morte della scienza

di Daniela Lauria
Pubblicato il 18 Settembre 2020 15:25 | Ultimo aggiornamento: 18 Settembre 2020 15:25
IgNobel 2020, da Bolsonaro a Trump: i potenti hanno avuto più impatto sulla vita e la morte della scienza

IgNobel 2020, da Bolsonaro a Trump: i potenti hanno avuto più impatto sulla vita e la morte della scienza

Da Bolsonaro a Trump. Gli IgNobel del 2020 vanno ai potenti della pandemia.

Tornano gli IgNobel, gli ormai celebri premi parodia dei ben più illustri e rispettabili riconoscimenti della Accademia di Svezia.

Gli IgNobel sono assegnati dal 1991 alle ricerche più improbabili e stravaganti realizzate in tutto il mondo. Nella versione 2020 non poteva mancare il coronavirus, con una motivazione che fa tutt’altro che sorridere.

Nel pieno di una pandemia, è la spiegazione, la politica può più della scienza sulla vita e la morte delle persone.

Ad aggiudicarsi il premio Covid, personaggi del calibro di Jair Bolsonaro in Brasile, Boris Johnson nel Regno Unito, Donald Trump negli Stati Uniti, Narendra Modi dell’India.

E poi Andrés Manuel López Obrador del Messico, Alexander Lukashenko della Bielorussia, Recep Tayyip Erdogan della Turchia, Vladimir Putin della Russia e Gurbanguly Berdimuhamedow del Turkmenistan.

In un’edizione completamente online, proprio a causa della pandemia di Covid-19, è rimasto chiuso il teatro Sanders dell’Università di Harvard che tradizionalmente ospita la cerimonia di premiazione.

Ma un video vivacissimo è riuscito a rendere comunque l’atmosfera surreale e piena di sorprese, come l’animazione all’interno del teatro con un pubblico di insetti entusiasti.

Gli altri IgNobel 2020

Fra gli altri vincitori degli Ig Nobel, c’è il team che ha ideato un metodo per identificare i narcisisti esaminando le loro sopracciglia.

Quello che ha registrato i versi del coccodrillo che aveva assunto gas esilarante: l’obiettivo era far luce sulla comunicazione di questo rettile.

Quello che voleva vedere cosa succedeva quando i lombrichi subivano vibrazioni ad alta frequenza.

Ad ogni squadra vincitrice è stato assegnato un premio in denaro: 10 trilioni di dollari dello Zimbabwe. Oltre a una scatola da montare che su uno dei lati riporta le istruzioni per il montaggio.

L’elenco dei vincitori

Per l’acustica: Stephan Reber, Takeshi Nishimura, Judith Janisch, Mark Robertson e Tecumseh Fitch. Per aver indotto una femmina di alligatore cinese a emettere versi in una camera ermetica piena di aria arricchita di elio.

Per la psicologia: Miranda Giacomin e Nicholas Rule, per aver ideato un metodo per identificare i narcisisti esaminando le loro sopracciglia.

Per la pace: i governi dell’India e del Pakistan, per aver fatto suonare di nascosto ai loro diplomatici i rispettivi campanelli nel cuore della notte. Per poi scappare prima che qualcuno avesse la possibilità di aprire la porta.

Per la fisica: Ivan Maksymov e Andriy Pototsky, per aver determinato, sperimentalmente, cosa succede alla forma di un lombrico vivo quando si fa vibrare ad alta frequenza.

Per l’economia: Christopher Watkins e colleghi per aver cercato di quantificare la relazione tra la disparità di reddito nazionale dei diversi paesi e quantità media di baci in bocca.

Per il management: Xi Guang-An, Mo Tian-Xiang, Yang Kang-Sheng, Yang Guang-Sheng e Ling Xian Si. Cinque sicari professionisti nel Guangxi, in Cina, che hanno subappaltato un omicidio l’uno all’altro senza che nessuno, alla fine, eseguisse questo crimine.

Per l’entomologia: Richard Vetter, per aver raccolto le prove del fatto che molti entomologi (scienziati che studiano gli insetti) hanno paura dei ragni, che non sono insetti.

Per la Scienza dei materiali: Metin Eren, Michelle Bebber, James Norris, Alyssa Perrone, Ashley Rutkoski, Michael Wilson e Mary Ann Raghanti. Per aver dimostrato che i coltelli fabbricati con feci umane congelate non funzionano bene.