Il Kgb è ancora tra noi: trappole sexy per i nemici di Putin

Pubblicato il 25 Aprile 2010 15:33 | Ultimo aggiornamento: 25 Aprile 2010 17:26

Katya Gerasimova

Il Kgb è morto nel 1991 ma sembra che in Russia i metodi poco ortodossi per togliere di mezzo gli oppositori politici, siano ancora in auge. In particolare sembra vadano ancora “di moda” le cosiddette “trappole al miele” dietro le quali si celano i servizi segreti: si fanno adescare da bellissime ragazze le persone che si vogliono togliere da mezzo, di nascosto si girano dei filmini non proprio edificanti a base di sesso e droga che poi finiscono sulla rete scretidando il personaggio che ci finisce in mezzo.

Le due belle ragazze che i servizi “utilizzano” attualmente hanno anche un nome: sono la bruna Katya e la bionda Nastya che avrebbero «adescato» diversi personaggi della Mosca che conta per poi sparire senza lasciare traccia.

Una delle vittime eccellenti di queste “trappole al miele” è Iliya Yashin, attivista dell’opposizione che nel suo blog racconta di aver conosciuto Katya Gerasimova su un sito di relazioni sociali e di essere stato poi invitato in un appartamento moscovita. Quando, a un certo punto, è spuntata la cocaina, Yashin dice di essersene andato.

Non è stato così per tutti, però. Molti altri personaggi di spicco della Russia anti-Putin si sono improvvisamente ritrovati su Internet screditati in eterno. E’ il caso del direttore dell’edizione russa del settimanale Newsweek Mikhail Fishman, dello scrittore Eduard Limonov, esponente del gruppo Solidarnost e Aleksandr Potkin, capo del movimento contro l’immigrazione clandestina. Tempo fa sulla rete erano invece finiti due diplomatici: il vice console britannico di Ekaterinburg e il consigliere dell’ambasciata Usa che si occupava di diritti umani. Poi l’ufficiale indiano che controllava la ristrutturazione di una portaerei che la Russia sta vendendo a New Delhi.