Il mostro della casa delle bambole può tornare in libertà: Anatoly Moskvin riesumò e imbalsamò 29 bambine

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 febbraio 2019 7:09 | Ultimo aggiornamento: 8 febbraio 2019 21:49
Anatoly Moskvin

Il mostro della casa delle bambole può tornare in libertà: Anatoly Moskvin riesumò e imbalsamò 29 bambine

ROMA – Potrebbe essere dimesso dall’ospedale psichiatrico russo e tornare in libertà, Anatoly Moskvin, 52 anni, noto come “Il mostro della casa delle bambole” dopo che nel 2011 la polizia trovò nella sua abitazione i 29 corpi mummificati di bambine, di età compresa tra i 3 e i 12 anni.

Gli psichiatri avevano affermato di aver curato il linguista e filologo e raccomandato un trattamento ambulatoriale ma successivamente hanno drasticamente ribaltato la decisione. 

Ora chiedono che sia ricoverato a tempo indeterminato ma poiché non è stato concesso nessun nuovo ordine dal tribunale, Moskvin è tecnicamente libero di uscire e sembra che da Nižnij Novgorod sia intenzionato a trasferirsi a Mosca. 

L’ordine del tribunale è scaduto a dicembre, scatenando la rabbia dei genitori delle giovanissime vittime, scrive il Daily Mail. 

Moskvin esumava i cadaveri delle bambine dai cimiteri, le trasformava in bambole, le vestiva e truccava con accuratezza, una di loro aveva le sembianze di un orsacchiotto. All’interno del torace aveva inserito dei carillon e festeggiava puntualmente il compleanno di ciascuna in camera da letto. 

Ai disperati genitori che lo definivano “malvagio”, Moskvin aveva detto:”Voi avete abbandonato le ragazzine al freddo, le ho portate a casa e riscaldate”.   

Nonostante le proteste dei genitori, ora il “mostro di bambole” potrebbe tornare in libertà a causa di un ritardo inspiegabile nell’approvazione di un ordine affinché continuasse a rimanere ricoverato nell’ospedale psichiatrico. 

Natalia Chardymova, 46 anni, è uno dei genitori che si oppone fortemente alla libertà di Moskvin.

Il cadavere della figlia Olga era uno dei 29 che l’uomo ha dissotterrato e portato via dai cimiteri locali: nel 2002 la bambina era stata uccisa a soli 10 anni.

Per nove anni, Moskvin ha tenuto il corpo mummificato di Olga nel suo appartamento mentre la madre ignara portava fiori sulla tomba vuota della figlia.

Natalia sostiene che Moskvyn “È incurabile. Non può essere ricevere cure adeguate in ambulatorio. Smetterà di prendere i farmaci e tornerà a compiere azioni disgustose, come ha promesso di fare”. 

La madre di Moskvin, Elvira, dopo l’arresto del figlio aveva detto alla polizia:”Non abbiamo mai sospettato nulla, non sapevamo che le bambole fossero corpi mummificati. Pensavamo che avesse l’hobby di costruire pupazzi giganti e non ci vedevamo nulla di male”. 

Stimato linguista e filologo, Moskvyn in tribunale è stato descritto come un genio, all’epoca aveva dato diverse spiegazioni al suo macabro comportamento.

Ad un certo punto aveva affermato che stava aspettando una formula scientifica che gli permettesse di riportare in vita le bambine mentre in un’altra occasione aveva sostenuto di voler diventare un esperto di mummificazione.   

Alla polizia, Moskvin aveva detto che selezionava accuratamente i cadaveri da prelevare dal cimitero: “Mi sdraiavo sulla loro tomba e cercavo di mettermi in contatto con le bambine. Ascoltavo quel che dicevano, spesso mi chiedevano di portarle a fare una passeggiata”. 

La polizia sostiene che non era spinto da desideri sessuali distorti, secondo un agente: “Odiava il sesso, pensava che fosse disgustoso”.