Il Papa in Medio Oriente: ”Per i cristiani in Terrasanta il coraggio di restare”. Oggi sarà in Israele

Pubblicato il 11 maggio 2009 10:09 | Ultimo aggiornamento: 11 maggio 2009 14:15

I cristiani in Terrasanta vivono le stesse «difficoltà» delle popolazioni del Medio Oriente, il Papa ne è consapevole, ma chiede per loro il «coraggio» di sostenere « quotidianamente» gli «sforzi di dare testimonianza della fede cristiana e di mantenere la presenza della Chiesa nel cambiamento del tessuto sociale di queste antiche terre», a quanto riferisce Il Messaggero.

«La fedeltà alle vostre radici cristiane, la fedeltà alla missione della Chiesa in Terra Santa – ha detto il papa nell’omelia della messa nello stadio di Amman – vi chiedono un particolare tipo di coraggio: il coraggio della convinzione nata da una fede personale, non semplicemente da una convenzione sociale o da una tradizione familiare; il coraggio di impegnarvi nel dialogo e di lavorare fianco a fianco con gli altri cristiani nel servizio del Vangelo e nella solidarietà con il povero, lo sfollato e le vittime di profonde tragedie umane; il coraggio di costruire nuovi ponti per rendere possibile un fecondo incontro di persone di diverse religioni e culture e così arricchire il tessuto della società. Ciò significa anche dare testimonianza all’amore che ci ispira a «sacrificare» la nostra vita nel servizio agli altri e così a contrastare modi di pensare che giustificano il «stroncare vite innocenti».

«La comunità cattolica di qui – ha detto il Papa, che già in volo verso Amman aveva chiesto ai cristiani di Terrasanta e Medioriente di non abbandonare i loro Paesi – è profondamente toccata dalle difficoltà e incertezze che riguardano tutti gli abitanti del Medio Oriente; non dimenticate mai la grande dignità che deriva dalla vostra eredità cristiana, e non venite mai meno al senso di amorevole solidarietà verso tutti i vostri fratelli e sorelle della Chiesa in tutto il mondo».

La Chiesa di Terrasanta testimonia «rispetto» e «dignità della donna» e con questo può dare un importante contributo alla costruzione della civiltà dell’amore», contro chi considera le donne solo sotto l’aspetto dello «sfruttamento e del profitto». «Con la sua pubblica testimonianza di rispetto per le donne e con la sua difesa dell’innata dignità di ogni persona umana, – ha detto il Papa – la Chiesa in Terrasanta può dare un importante contributo allo sviluppo di una cultura di vera umanità e alla costruzione della civiltà dell’amore».

Bandiere del Vaticano e poster con l’immagine di Benedetto XVI, inneggianti alla pace e all’unità, tappezzano Gerusalemme dove tutto è ormai pronto – assicurano le autorità israeliane – per l’arrivo del papa: atteso oggi nella Città Santa, prima tappa della fase più delicata del pellegrinaggio cominciato in Giordania. «Benedetto XVI viene da amico di Israele», ha detto oggi il ministro del Turismo israeliano, Stas Mizeshnikov, rispondendo indirettamente ai malumori emersi in alcune realtà del mondo ultraortodosso ebraico, e riferendosi al contempo alla minoranza cristiana d’Israele come a «una parte integrante del Paese».