La destra americana ha un nuovo nemico: le immigrate ispaniche incinte, per i repubblicani non partoriscono i figli, ma li…

Pubblicato il 8 agosto 2010 19:45 | Ultimo aggiornamento: 8 agosto 2010 19:45

Dimenticati gli slogan pro-life e le campagne contro l’aborto, i Repubblicani americani hanno un nuovo nemico: le donne immigrate incinte. Le neo-mamme di origine ispanica sono accusate di «gettare i propri figli come ancore» sul suolo a stelle e strisce, per garantirsi la cittadinanza americana. Con una scelta lessicale, insita nella parola “drop” (che significa sì “gettare”, ma  anche “defecare”), razzista ed offensiva.

Come fa notare, infatti, la columnist di Cleveland.com, Connie Schultz: «In più di mezzo secolo di vita, non mi è mai capitato di incontrare una sola madre al mondo che descriva il dolorosissimo miracolo del parto come il “cagar fuori” un bambino».

Non a caso, uno dei promotori di questa nuova “caccia alle streghe” è l’autore della famigerata legge anti-immigrazione dell’Arizona, Russel Pearce, che ha dichiarato senza mezzi termini: «Il nostro target devono essere le madri. Chiamatemi sessista, ma è così che funziona la natura. Gli uomini non spargono bambini-ancora (“anchor babies”) in giro per l’America, le \madri straniere illegali sì».

La fertilità delle immigrate irregolari sta diventando una vera e propria ossessione per la destra americana, nonostante i dati dimostrino che negli ultimi anni moltissime neo-mamme irregolari sono state rimpatriate dopo il parto.

C’è chi parla di «un’invasione dal canale uterino» e chi sta addirittura organizzando uno studio «per individuare se le straniere illegali abbiano una stagione preferita per riprodursi». La xenofobia raggiunge il suo apice nelle dichiarazioni del parlamentare texano Ron Paul, che definisce il fenomeno «una questione di sicurezza nazionale».

Passata la moda dei terroristi islamici che sganciavano bombe è arrivata quelle delle madri ispaniche che sganciano figli a raffica, «anche solo tre minuti dopo aver attraversato il confine» assicura Ron Paul.

Per questo, cominciano a piovere da molti Stati conservatori (dall’Arizona allo Utah) richieste di cambiamento del quattordicesimo emendamento della Costituzione, quello che stabilisce che i bambini nati sul suolo americano diventino automaticamente cittadini statunitensi.

I Repubblicani più intransigenti puntano a cambiare la Costituzione in modo che i figli di immigrati irregolari rimangano stranieri illegali, anche se partoriti all’ombra della Statua della Libertà.