Un’altra strage dell’immigrazione: 54 morti su un gommone diretto in Italia

Pubblicato il 10 luglio 2012 20:14 | Ultimo aggiornamento: 10 luglio 2012 20:43
immigrati

(Foto LaPresse)

ROMA – Ancora morti per raggiungere l’Italia: questa volta ad essere uccisi dalla disidratazione durante la traversata in mare dalla Libia sarebbero 54 persone, secondo l’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati (Unhcr).

In base al racconto dell’unico superstite, un cittadino eritreo, sentito dall’Unhcr, i 55 erano in viaggio su un gommone da quindici giorni, dopo essere partiti a fine giugno.

L’uomo sarebbe stato avvistato lunedì notte al largo delle coste tunisine da alcuni pescatori, che hanno allertato la Guardia costiera che lo ha soccorso. L’uomo è stato subito portato all’ospedale di Zarzis dove è ricoverato per assideramento e disidratazione.

A bordo non c’era acqua e gli immigrati sarebbero morti, progressivamente, di sete e disidratazione dopo aver tentato di bere anche l’acqua salata.

”E’ una vera tragedia” ha dichiarato Alexander Aleinikoff, vice Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati nella nota, appellandosi ”ai comandanti delle imbarcazioni nel Mediterraneo affinché prestino la massima attenzione a possibili casi di migranti e rifugiati in difficoltà che necessitano di essere soccorsi”. ”Il Mediterraneo – ha ricordato –  è uno dei tratti di mare più trafficati del mondo ed è fondamentale che l’antica tradizione del salvataggio in mare continui ad essere rispettata”.

L’Unhcr che sottolinea di aver ”appreso con profondo rammarico la notizia” ricorda che dall’inizio dell’anno ad oggi circa 1.300 persone sono giunte via mare in Italia dalla Libia e stima che quest’anno siano circa 170 le persone morte o disperse in mare nel tentativo di giungere l’Europa dalla Libia.