Inca, teste decapitate come trofei di guerra: le impalavano per dissuadere i nemici

di Caterina Galloni
Pubblicato il 1 Settembre 2019 5:42 | Ultimo aggiornamento: 30 Agosto 2019 19:12
Inca, teste decapitate come trofei di guerra: le impalavano per dissuadere i nemici

Incas in una foto d’archivio

SANTIAGO – Gli Inca, una delle maggiori civiltà precolombiane, governavano con il pugno di ferro: controllavano la popolazione e le teste decapitate degli avversari venivano esposte come trofei di guerra per dimostrare il loro potere e dissuadere i nemici da eventuali attacchi.

E’ quanto emerge da uno studio in cui gli esperti hanno esaminato quattro teschi femminili di teste decapitate risalenti all’era dell’Orizzonte tardo, intorno al 1476-1534 d.C., sepolti isolatamente nella valle di Copiapó, nel nord del Cile. Su ciascuno hanno trovato un foro, il che fa ipotizzare che i teschi siano stati installati e utilizzati nei rituali di potere, come trofei di guerra, nelle zone appena conquistate.  

I ricercatori del Museo Nazionale di Storia Naturale del Cile hanno studiato i teschi scoperti in Iglesia Colorada, un villaggio, che precede l’arrivo dei coloni spagnoli,  il più grande insediamento di una regione ricca di rame che gli Inca estraevano. “La testa decapitata potrebbe rappresentare un modo per controllare eventuali disordini sociali, il che era probabile considerando la distanza del sito dagli importanti centri imperiali”, osservano gli autori dello studio.

“L’utilizzo di questi rituali violenti potrebbe aver contribuito a dimostrare il controllo politico e assicurare il rispetto delle regole Inca”. I ricercatori ipotizzano che tre teschi appartenessero a giovani donne di età compresa tra 16 e 30 anni e il quarto a una ragazzina tra gli 11-13 anni. Secondo gli esperti, il villaggio di Iglesia Colorada, tra Antofagasta e Santiago, era roccaforte della resistenza contro il dominio Inca in quanto era molto lontano dal centro dell’impero.

Fonte: Daily Mail