Incendi in California, 74 morti e mille dispersi. Arriva Trump

di redazione Blitz
Pubblicato il 18 novembre 2018 6:00 | Ultimo aggiornamento: 17 novembre 2018 20:55
Incendi in California, 74 morti e mille dispersi. Arriva Trump

Incendi in California, 74 morti e mille dispersi. Arriva Trump (Foto Ansa)

LOS ANGELES – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è volato in California, nelle zone devastate dal peggiore incendio della storia americana, che ha fatto fino ad ora 74 vittime e oltre mille dispersi. 

E intanto arriva un altro allarme: San Francisco, Sacramento (la capitale) e Stockton sono “le città più inquinate” del mondo, con una qualità dell’aria peggiore di alcuni luoghi noti tradizionalmente per lo smog in Cina e in India, secondo PurpleAir, una organizzazione no profit che aggrega i dati dei siti che monitorano la qualità dell’aria nel mondo.

L’odore del fumo si sente anche quando Trump sbarca alla base aerea di Beale, a nord di Sacramento, accolto dal governatore uscente Jerry Brown e dal governatore eletto che gli subentrerà, Gavin Newsom, entrambi democratici e suoi fieri avversari. Il presidente, non accompagnato da Melania, ha effettuato vari sopralluoghi e incontrato i soccorritori, evitando per ora le polemiche.

Ma prima di partire aveva sollevato nuovamente la necessità di migliorare la gestione del patrimonio forestale, su cui inizialmente aveva scaricato le cause dei roghi, suscitando reazioni sdegnate. “E’ una questione molto grossa e costosa, ma molto economica se si paragona anche ad uno solo di questi orribili incendi e al fatto che salveremo un sacco di vite”, ha sottolineato.

In effetti il bilancio è drammatico e resta l’interrogativo su un numero così elevato di dispersi: 1011. Ma le autorità hanno precisato che la lista potrebbe contenere nomi duplicati o di persone che sono sane e salve all’insaputa di chi le sta cercando. Gli sfollati, in alcuni casi ospitati in tende, invece sono circa 50mila.

I roghi, alimentati da venti forti su una vegetazione secca a causa di una lunga siccità, sono scoppiati l’8 novembre nel nord della California distruggendo la cittadina di Paradise, che contava 27mila abitanti, e le comunità vicine. Finora sono andati in fumo 598 chilometri quadrati di terreno e sono state incenerite 10mila abitazioni, comprese le ville di molte star, da Guillermo del Toro a Neil Young.

I vigili del fuoco sono riusciti a domare finora solo il 50% del fronte di fuoco. Ora stanno rafforzando le linee di contenimento e tenendo d’occhio i focolai in attesa di venti che si dovrebbero rinforzare nelle prossime ore, arrivando a 60-70 km l’ora. La pioggia è prevista solo verso metà della prossima settimana: aiuterà i pompieri ma renderà più difficile le ricerche dei resti delle vittime.

Intanto New York torna alla normalità dopo l’anomala tempesta di neve che ha colpito tutta la parte orientale e il midwest degli Stati Uniti, provocando almeno 8 vittime (soprattutto a causa di incidenti stradali) e lasciando 389mila persone senza luce. La Grande Mela era andata in tilt, il traffico e i trasporti pubblici erano rimasti paralizzati per ore a causa di una nevicata (quasi 20 cm) che in questo periodo non si vedeva dal 1938. Le polemiche però restano, con il sindaco Bill de Blasio sotto accusa per la cattiva gestione dell’emergenza.