Incidente al Papa/ Dubbi sull’efficacia dell’operazione al polso. Lo spiega il professor Soldati, secondo cui è stata utilizzata una tecnica obsoleta

Pubblicato il 20 Luglio 2009 10:08 | Ultimo aggiornamento: 20 Luglio 2009 10:08

Dubbi sull’efficacia dell’operazione al polso a cui è stato sottoposto papa Benedetto XVI. A sollevarli è il professor Orfeo Soldati, primario del reparto di chirurgia della mano dell’Ospedale Pellegrini di Napoli, centro d’eccellenza a livello europeo.

Secondo Soldati è stata utilizzata una tecnica obsoleta, «che veniva impiegata fino a quindici anni fa». In questo caso invece sarebbe stata più opportuna «un’operazione chirurgica per ricomporre la frattura scomposta», fissando internamente i frammenti di ossa. «In questo modo, attraverso un semplice tutore, in una settimana il Pontefice avrebbe ripreso l’uso della mano, la riabilitazione sarebbe stata più rapida e presto sarebbe tornato tutto come prima – precisa Soldati -. Anziché mettere fili che poi dovranno essere asportati successivamente al consolidamento della frattura, sarebbe stato molto meglio utilizzare un perno. Ossia una specie di impalcatura che, percorrendo tutta la lunghezza dell’osso, avrebbe tenuto uniti internamente i due frammenti».

Questa tecnica, assicura il medico, «corrisponde a un protocollo mondiale» e «costituisce la soluzione adottata universalmente».