India/ Confessione shock di uno dei kamikaze degli attentati a Mumbai del novembre 2008. In quegli attacchi persero la vita 166 persone

Pubblicato il 21 Luglio 2009 0:22 | Ultimo aggiornamento: 21 Luglio 2009 0:30

La verità alla fine è venuta a galla. Durante una confessione shock Mohammed Ajmal Amir alias “Kasab”, unico kamikaze sopravvissuto agli attentati di Mumbai del 26 novembre 2008, costati la vita a 166 persone, ha confessato.

Kasab, 21 anni, si era sempre dichiarato innocente dall’inizio del processo tre mesi fa, ma ora ha ammesso di aver partecipato alla missione suicida e ha raccontato come il commando terrorista fosse giunto via mare dalla pachistana Karachi. Il terrorista ha anche fatto i nomi di altri quattro responsabili, tra i quali Zakiur Rehman Lakhvi, comandante del gruppo kashmiro Lashkar-e-Taiba detto Let, già individuato dalla polizia indiana come «cervello» dell’operazione e arrestato in Pakistan all’interno di un’indagine parallela a quella per l’attentato.

In totale, nel processo in corso nella metropoli indiana sono accusate 47 persone, che includono i dieci componenti del commando terrorista, nove dei quali abbattuti da agenti indiani, e membri del Let che dovrebbero trovarsi in Pakistan.

Kasab e gli indiani Fahim Ansari e Sabahuddin Ahmed, che si ritiene abbiano fornito appoggio logistico al commando terrorista, sono gli unici tre arrestati in India per l’attentato del 2008.

Kasab fu ripreso da un a telecamera della stazione Chhatrapati Shivaji mentre imbracciava un mitra quel 26 novembre e poi arrestato. Ora viene accusato di 12 crimini e rischia la pena di morte.

La sua confessione è stata una sorpresa per lo stesso tribunale: «Non ce lo aspettavamo. Siamo rimasti stupiti quando ha pronunciato una dichiarazione di colpevolezza», ha detto il procuratore Ujwal Nikam.

La confessione di Kasab coincide con la visita in India del Segretario di Stato americano Hillary Clinton, che, nel sollecitare una conciliazione tra le parti, ha chiesto a Nuova Delhi di tenere conto dell’impegno contro il terrorismo mostrato da Islamabad negli ultimi sei mesi.