India del nord. Tigre mangia-uomini inafferrabile terrorizza decine di villaggi

Pubblicato il 11 febbraio 2014 20:05 | Ultimo aggiornamento: 11 febbraio 2014 20:05

tigreINDIA, JAIPUR – Una tigre killer sta terrorizzando decine di villaggi in una vasta zona del nord dell’India dove nelle ultime sei settimane sono stati trovati i corpi sbranati di dieci persone. L’ultima vittima, un manovale di 45 anni, è stata scoperta domenica scorsa, anche se gli esperti non sono sicuri che sia stato ucciso dallo stesso felino. Gli attacchi, avvenuti in una fascia lunga circa 150 chilometri al confine tra Uttar Pradesh e Uttarkhand, hanno fatto scattare l’allarme delle autorità forestali.

Da diversi giorni un team di cacciatori, a dorso di elefanti per muoversi meglio nelle fitte foreste, è sulle tracce di una femmina di 4 anni e di 200 chili di peso che sarebbe scappata dalla riserva dei Corbett, il più vecchio parco naturale indiano creato nel 1936 e anche quello dove vivono più esemplari delle famose tigri del Bengala, celebrate nei romanzi di Emilio Salgari. La belva, soprannominata dai residenti la “Regina misteriosa” perch� non è stata mai vista da nessuno, risulta finora imprendibile. Sabato è sfuggita a una trappola tesa dai cacciatori con un vitello come esca. “Si � avvicinata alla preda – ha raccontato Saket Badola, vice direttore del parco di Corbett – ma l’ha aggredita e dopo un po’ se ne è andata forse fiutando il pericolo”.

Nelle vicinanze, il giorno dopo, l’animale avrebbe attaccato un uomo che si era addentrato nel bosco per fare i propri bisogni. Gli avrebbe sbranato una gamba e parte dell’addome prima di scappare via quando alcuni residenti sono intervenuti con dei bastoni. Secondo loro, il felino, era però un esemplare maschio e le orme lasciate sul terreno non corrispondono a quelle trovate nelle vicinanze degli altri malcapitati. Dopo quest’ultimo attacco la popolazione locale è terrorizzata ed ha protestato chiedendo che l’animale venga ucciso. Le autorità hanno consigliato ai residenti dei villaggi di uscire sempre in gruppo per fare legna o per i bisogni corporali, dato che non ci sono servizi igienici nei villaggi.

La misteriosa tigre è entrata in azione la prima volta il 29 dicembre in un villaggio del distretto di Moradabad divorando un uomo di 65 anni e da allora ha colpito quasi regolarmente ogni due o tre giorni muovendosi tra i campi di canna da zucchero e attraversando anche delle autostrade. Di fronte all’emergenza, i responsabili della riserva naturale hanno chiesto come rinforzo l’aiuto di cacciatori professionisti autorizzandoli a uccidere il felino se lo avvistavano. Anche se le tigri sono protette per legge, quando un felino diventa antropofago (‘man eater’) può essere eliminato perchè rappresenta una minaccia alla popolazione locale.

Ogni volta che si presenta un caso come questo caso, ci sono reazioni vivaci delle associazioni ambientaliste. Gli esperti sostengono che i felini cominciano a cibarsi regolarmente di esseri umani quando nel loro habitat non c’è sufficiente cibo per loro. La deforestazione e lo sviluppo urbano selvaggio stanno minacciando le aree protette che diventano sempre più “affollate”, non solo di tigri, ma anche di altri animali, come elefanti e leopardi. Il 2012 ha segnato un record di 88 tigri uccise, di cui 59 per mano dei bracconieri che prelevano la preziosa pelle e altri organi usati come rimedi afrodisiaci.

Nei tre anni 2009-2012, il declino è stato di 197 esemplari, un dato allarmante secondo gli ecologisti. In base all’ultimo censimento del 2010, in tutto il territorio indiano c’erano 1.706 tigri nelle 42 riserve gestite nell’ambito del ‘Progetto Tigre’ governativo su una superficie complessiva di 53.547 chilometri quadrati. I parchi come Corbett e Ranthambore, famose mete di safari fotografici, sono una lucrosa risorsa turistica, ma che ha delle ripercussioni sul patrimonio faunistico. Per questo, la Corte Suprema nel 2012 aveva sospeso l’ingresso dei turisti nelle aree centrali delle riserve, accogliendo una petizione di un’associazione ambientalista. Ma dopo pochi mesi ha fatto marcia indietro dietro pressione del governo e dell’industria alberghiera.