India, guru Asaram condannato all’ergastolo per violenza su una sedicenne

di redazione Blitz
Pubblicato il 27 aprile 2018 6:20 | Ultimo aggiornamento: 26 aprile 2018 17:36
India, guru Asaram condannato all'ergastolo per violenza su una sedicenne

India, guru Asaram condannato all’ergastolo per violenza su una sedicenne

NEW DELHI – In India è stato condannato all’ergastolo il sedicente guru Asaram, accusato di aver stuprato una sedicenne nel 2013 con la scusa di praticare un esorcismo. Altre due persone coinvolte nella violenza sessuale sono state sbattute in carcere per 20 anni.

Il verdetto e la sentenza sono stati pronunciati all’interno della prigione centrale di Jodhpur, dove è detenuto Asaram: l’iniziativa era dovuta al timore di reazioni avverse da parte dei seguaci di tutto il Paese e al possibile ripetersi delle violenze seguite al verdetto per il caso Gurmeet Ram Rahim lo scorso agosto.

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La polizia ha avviato in tutta la città delle misure di sicurezza senza precedenti ed è stato inoltre emesso un’ordinanza proibitiva di 10 giorni, dal 21 al 30 aprile.

Asaram, in galera dal 31 agosto 2013, è accusato di violenza sessuale su una ragazza di 16 anni, violenza che avrebbe compiuto nel suo ashram nel villaggio di Manai, vicino a Jodhpur, nel Rajasthan. La giovane, originaria dell’Uttar Pradesh, viveva nell’ashram come allieva, scrive il Times of India. 

Il sedicente santone è coinvolto anche in un un altro caso di stupro a Gujarat. Due sorelle di Surat hanno presentato denunce separate contro Asaram e suo figlio Narayan Sai, accusandoli, tra gli altri reati, di stupro e sequestro di persona. Nel corso del processo, Asaram ha presentato invano 12 richieste di rilascio su cauzione, di cui sei sono state respinte dal tribunale di primo grado, tre dal tribunale del Rajasthan e tre dalla Corte Suprema.

“Abbiamo ripulito i suoi ashram e chiesto a tutti gli alberghi e pensioni di non permettere l’accesso a nessuno dei seguaci, tenuto d’occhio le stazioni di autobus, ferroviarie e l’aeroporto per garantire che non entrassero in città”, hanno fatto sapere le autorità, mentre l’amministrazione del distretto di Shahjahanpur, dopo le minacce ricevute dalla famiglia della vittima di stupro, ha intensificato la sicurezza intorno alla casa, diventata ormai una sorta di fortezza: sono presenti più di 10 guardie armate, delle poliziotte e diversi agenti dell’intelligence.