India. Inondazioni Ladakh, per decine di italiani il rientro è ancora un’incognita

Pubblicato il 8 agosto 2010 15:31 | Ultimo aggiornamento: 8 agosto 2010 16:08

E’ ancora emergenza per gli italiani bloccati nella regione himalayana del Ladakh colpita da devastanti inondazione nella notte tra giovedì e venerdì. Nel capoluogo di Leh e nelle vallate circostanti ci sono ancora decine di turisti stranieri di cui non si hanno informazioni. ”Anche oggi abbiamo ricevuto diverse chiamate dall’Italia di familiari che non riescono a mettersi in contatto con i loro cari”, ha detto una fonte diplomatica.

A quanto si è appreso, molti italiani si trovavano in viaggio o impegnati in trekking nelle vallate intorno alla città di Leh. Grazie all’introduzione di voli speciali da parte di Air India e di altre compagnie private, da stamattina almeno 600 turisti sono riusciti a ripartire. Tra di loro ci sono diversi italiani. Per quelli che rimangono a Leh, l’ambasciata ”sconsiglia assolutamente di mettersi in viaggio con mezzi propri a causa dell’inagibilità delle strade ”.

Le due strade di accesso principali, la Manali-Leh e la Srinagar-Leh, continuano a essere chiuse. ”Chiediamo ai connazionali che riescono a lasciare la regione di mettersi in contatto con l’Unità  di Crisi della Farnesina o con l’ambasciata a New Delhi per permettere un migliore monitoraggio della situazione”, ha aggiunto ancora la fonte diplomatica. A causa della difficoltà dei soccorsi gestiti dall’esercito, è ancora difficile tracciare un quadro preciso della catastrofe causata da piogge torrenziali che sono del tutto eccezionali per la regione desertica conosciuta come ”il piccolo Tibet” per la presenza di numerosi monasteri buddisti.

Con il passare delle ore, il bilancio delle vittime è aumentato a 150 morti (di cui solo 60 identificati), mentre i dispersi sono ancora oltre 500, tra cui c’è anche una turista spagnola, secondo quanto riferisce oggi l’agenzia Ians. La Farnesina rinnova infine l’invito a chi disponesse di notizie su familiari presenti nella regione del Ladakh a segnalarle all’Unità di Crisi, telefonando allo 06 36225 o inviando un messaggio di posta elettronica all’indirizzo unita.crisi@esteri.it.