India, scontri nel Kashmir: 47 morti nell’ultimo mese

Pubblicato il 5 agosto 2010 12:36 | Ultimo aggiornamento: 5 agosto 2010 13:31

E’ salito a 47 morti il totale dei dimostranti separatisti uccisi dalla polizia nel Kashmir indiano nell’ultimo mese e mezzo. Nonostante il coprifuoco permanente e i rinforzi militari, non si ferma la violenza nella vallata musulmana divisa tra India e Pakistan.

I media indiani hanno riferito della morte di un uomo, colpito da proiettili sparati dalle forze dell’ordine due giorni fa a Srinagar, la capitale dello stato di Jammu e Kashmir. Un altro dimostrante è stato ammazzato mercoledì sera durante l’ennesima sassaiola contro la polizia che ha reagito sparando sulla folla.

Nell’ultima settimana sono 30 le vittime della spirale di violenza che non sembra fermarsi. Anche durante la notte sono avvenuti diversi incidenti, tra cui un attacco a due stazioni della polizia. Diversi appelli alla calma sono arrivati dal governo di New Delhi e anche dagli stessi leader separatisti. L’anziano capo dell’ala dura della Hurriyat Conference, Said Ali Gelani, ha chiesto una ”tregua” alle proteste e allo sciopero generale che da giorni hanno paralizzato tutte le attivita’ nell’intera vallata.

Dopo cinque giorni di coprifuoco, cominciano a scarseggiare le scorte alimentari a Srinagar, rimasta isolata dal resto della regione per il blocco dei trasporti. In un intervento ieri al parlamento indiano, il ministro degli interni P.K. Chidambaram ha rivolto un appello ai dimostranti perchè ”ascoltino la voce della ragione” e ”si astengano dalla violenza”. Il ministro ha poi promesso in cambio ”misure politiche e amministrative” a favore dello stato di Jammu e Kashmir.