India, madri surrogato: 8mila dollari per portare avanti gravidanze altrui

di Francesco Montorsi
Pubblicato il 26 Ottobre 2013 7:43 | Ultimo aggiornamento: 25 Ottobre 2013 19:16
India, madri surrogato: 8mila dollari per portare avanti gravidanze altrui

India, madri surrogato: 8mila dollari per portare avanti gravidanze altrui (foto Lapresse)

BOMBAY – In India, il giro d’affari legato alle gravidanze surrogate (una «madre portante» provvede alla gestazione e al parto di un figlio per conto di una coppia sterile) si aggira intorno ad un miliardo di dollari. Grazie ad un insieme di fattori propizi, il paese asiatico offre da tempo un’efficace e fiorente industria della gravidanza surrogata.

Un documentario trasmesso sulla televisione inglese ha recentemente raccontato l’esperienza di Vasanti, una giovane donna indiana che ha affittato il suo utero perché si potesse realizzare il sogno di maternità di una coppia giapponese.

Ma, in un paese come l’India, dove la famiglia svolge un ruolo fondamentale nella società, com’è portare, per denaro, il bambino di qualcun altro? Vasanti, 28 anni, ha spiegato il suo gesto davanti alle telecamere della BBC: «In India – dice – si è pronti a fare tutto per i propri bambini. E’ per dare ai miei figli tutto quello che ho sempre sognato, che sono diventata una madre portante». I soldi che Vasanti riceverà per il figlio aspettato per conto di una coppia sconosciuta, serviranno per il benessere e l’educazione della propria famiglia: una nuova casa, di proprietà, ed un’educazione in inglese per i figli, per garantirgli un avvenire.

Gli 8000 dollari di retribuzione della gravidanza costituiscono una somma impressionante per l’India. Vasanti impiegherebbe anni per raccogliere quei soldi con un lavoro tradizionale. Il salario del marito si aggira sui 40 dollari al mese.

La gravidanza di Vasanti è gestita da una clinica specializzata nelle gravidanze surrogate. Durante i nove mesi della gravidanza, Vasanti ha abitato in un dormitorio nei dintorni della città di Anand nello stato del Gujarat. In quel periodo, la struttura ospitava altre cento madri portanti, tutte pazienti. In ogni stanza dormivano dieci donne. Il sesso col coniuge o partner era vietato.

Le voci critiche non mancano in India riguardo a questa pratica e ai suoi sistemi. Secondo alcuni, le donne sono sfruttate e il sistema è descritto come un business immorale e puramente lucrativo. I dormitori di madri-portatrici sono stati definiti «fabbriche di bambini».

L’India è l’«hub» mondiale delle gravidanze surrogate. Il paese coniuga un buon livello medico-tecnologico, dei costi relativamente bassi e, soprattutto, una situazione legale particolarmente favorevole. Le madri portanti non hanno diritti nei confronti del loro figlio naturale, a differenza di altri paesi dove il figlio della gravidanza surrogato porterà, sul certificato di nascita, il nome della madre e potrà quindi un giorno rintracciarla.

Vasanti, dopo aver portato alla luce un figlio sano, maschio, che ha avuto solo il tempo di intravedere prima che le fosse tolto, può oggi soddisfare il suo sogno generoso, quello di dare un futuro migliore ai propri bambini. Come dice Vasanti : «vogliamo un futuro migliore per i nostri bambini. Non voglio che mia figlia debba mai un giorno diventare una madre surrogato.»