Cronaca Mondo

India: 300 turisti, tra cui 40 italiani, bloccati nel Ladakh per il maltempo

Sono oltre 1.000, di cui 300 stranieri, i turisti bloccati dai furiosi temporali che venerdì hanno causato nella regione del Ladakh, a quasi tre mila metri di altezza, nel Kashmir indiano, 112 morti e 400 di feriti, mentre le autorità parlano di 500 dispersi, fra cui 20 soldati. Almeno 10.000, si è quindi appreso, sono i senzatetto, mentre squadre di soccorritori stanno cercando di raggiungere vari villaggi nei dintorni della storica città di Leh, che sono attualmente isolati.

Sono circa 40 gli italiani rimasti intrappolati. Lo ha dichiarato oggi l’ambasciatore d’Italia, Roberto Toscano. ”Per la difficoltà delle telecomunicazioni – ha aggiunto il diplomatico – abbiamo solo notizie frammentarie della situazione. Una quarantina di italiani sono stati rintracciati. E apparentemente, ma bisogna prendere questa informazione con cautela perche’ molte zone non sono ancora state raggiunte dai soccorritori, non ci sono italiani tra le vittime”.

”Siamo in contatto costante con i responsabili dei soccorsi – ha concluso Toscano – e con la riapertura dell’aeroporto di Leh molti turisti bloccati potranno far ritorno a casa”.

L’aeroporto di Leh, hanno reso noto i suoi responsabili, è ”tecnicamente operativo”, ma nessuna compagnia ha ripreso i collegamenti aerei per lo stato precario della pista di atterraggio. Un velivolo con a bordo uomini della Protezione civile e generi di prima necessità ha cercato di atterrare, ma è ritornato alla base di Chandigarh. Non si segnalano vittime o feriti fra i turisti bloccati nel Ladakh, fra cui alcuni italiani.

Tutti sono ospitati in centri di accoglienza e nelle strutture alberghiere, e l’unico problema potrebbe emergere se i collegamenti terrestri non venissero ristabiliti per la carenza di generi alimentari. Unità speciali dell’esercito hanno infine soccorso un gruppo di 150 turisti, per lo più europei e alcuni italiani, bloccati nel villaggio di Pang, a quasi 5.000 metri di quota.

Un fotografo americano residente a New York ed in Kashmir per una vacanza di trekking, Josh Schrei, ha commentato con un telefono satellitare la situazione evocando ”un mare di fango” che ”ha trascinato via tutto”. ”La stazione degli autobus di Leh – ha infine detto – è stata cancellata dal fango che ha trascinato alcuni automezzi per due chilometri a valle”.

Il Ladakh è una divisione dello stato federato indiano di Jammu e Kashmir, di 232.864 abitanti. Il suo capoluogo è Leh. E’ inoltre una regione che ha aprto da poco il suo mercato turistico e che negli ultimi anni ha visto crescere il numero di visitatori, cogliendola magari impreparata per le risorse che aveva già a disposizione.

Le operazioni nell’aeroporto di Leh stanno comunque  tornando gradualmente alla normalità dopo l’atterraggio di un aereo speciale militare IL-76 inviato dal governo indiano con squadre di soccorritori ed aiuti di prima necessità. Il bilancio della calamità naturale è di 112 morti, 400 feriti e 500 dispersi, fra cui 20 soldati.

I molti cittadini stranieri, fra cui alcuni italiani, sono rimasti bloccati nella regione da enormi quantità di acqua e fango che hanno invaso i centri abitati e reso impraticabili le principali vie di comunicazione, isolando Leh dal mondo esterno. Esterna ai fenomeni monsonici, la città non registra quasi mai gravi problemi atmosferici ed è una località di montagna frequentata in questa stagione dal turismo di avventura e di trekking.

A quanto si è appreso il velivolo ha portato nella regione del Ladakh tre squadre della Forza nazionale di risposta alle catastrofi (Ndrf) composte di 140 uomini e di tutto il materiale necessario per interventi di emergenza. Anche una equipe medica di sette medici e quattro infermiere è giunta sul posto a bordo dello stesso aereo. Anche due aerei provenienti da New Delhi delle compagnie indiane Kinfisher e Indian Airlines sono riusciti ad atterrare e potranno ripartire verso la capitale con i primi turisti che potranno così abbandonare la zona disastrata.

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