Marò, media India. Italia si avvantaggia per incapacità governo Delhi

Pubblicato il 26 febbraio 2014 9:25 | Ultimo aggiornamento: 26 febbraio 2014 10:21
I due marò

I due marò

INDIA, NEW DELHI – Le indecisioni del governo sulla gestione del caso dei maro’ “hanno compromesso la posizione dell’India a livello internazionale, danneggiato le relazioni con un Paese amico e bloccato il corso della giustizia nazionale” permettendo all’Italia di ottenere risultati nella vicenda.

Lo scrive mercoledi il quotidiano The Pioneer di Delhi. In un editoriale il giornale critica il fatto che mentre gli esponenti del governo si sono abbandonati ad una strumentalizzazione politica del caso, “gli italiani hanno sfruttato in modo consistente tutti i canali legali e diplomatici disponibili per ottenere il miglior trattamento possibile per i loro fucilieri di Marina”.

E i loro sforzi, si dice ancora, “hanno portato frutti. Un primo risultato e’ stato quando hanno ottenuto da New Delhi, con la minaccia di non far rientrare i due da una licenza in Italia, l’assicurazione che non sarebbe stata richiesta la pena di morte”. La richiesta successiva, aggiunge The Pioneer, “e’ stata che i due maro’ non dovevano essere accusati mediante una legge anti-terrorismo (Sua Act) perche’ sarebbe equivalso ad accusare di terrorismo lo stesso Stato italiano. In questo l’Italia ha chiesto l’assistenza dell’Unione europea (Ue) e di altre nazioni occidentali che hanno esercitato pesanti pressioni su Delhi”.

E adesso che il Sua Act non c’e’ piu’, prosegue l’editoriale, “la difesa ha sostenuto che l’Agenzia nazionale di indagini (Nia) non ha una copertura legale per presentare i capi d’accusa. La procura ha invece risposto che la Nia potra’ agire dietro una precisa direttiva della Corte suprema. Quest’ultima decidera’ su questo ad un certo momento il mese prossimo”. Intanto, conclude il giornale, “l’argomento che i maro’ dovrebbero essere autorizzati a tornare in Italia visto che il governo deve ancora presentare i capi di accusa nei loro confronti due anni dopo il presunto reato da loro commesso sta, sfortunatamente, acquistando forza”.