India, trasportano in motorino il cadavere della madre morta di Covid per cremarla

di Caterina Galloni
Pubblicato il 2 Maggio 2021 17:00 | Ultimo aggiornamento: 29 Aprile 2021 16:12
India, trasportano in motorino il cadavere della madre morta di Covid per cremarla

India, trasportano in motorino il cadavere della madre morta di Covid per cremarla

Un video girato in India nel pieno dell’ondata di contagi e decessi da Covid, mostra tre persone a bordo di una moto. Sembrerebbe una trasgressione ma nulla di più.

In realtà nello straziante filmato, pubblicato dal Daily Mail, si vedono due figli che trasportano il cadavere della madre deceduta per il coronavirus, così da seppellire i resti.

India, trasportano in motorino il cadavere della madre morta di Covid per cremarla

Narendra e Ramesh Chenchu avevano cercato di far ricoverare la madre – G Chenchu, di circa 50 anni – all’ospedale nello stato di Andhra Pradesh ma la donna è crollata a terra ed è morta.

Con il sistema sanitario del Paese al collasso e la carenza di ambulanze, i due fratelli sono stati costretti a metterla sulla moto e percorrere circa 14 chilometri con il cadavere tra di loro, così che potesse essere cremata.

La polizia indiana inizialmente ha fermato la moto perché a bordo c’erano tre persone ma dopo aver capito che la donna era morta gli agenti li hanno lasciati andare.

India, c’è chi ‘cura’ il Covid con stregoni ed erbe

“Non lo auguro a nessuno”, ha detto Narendra. Città come Nuova Delhi e Mumbai sono state gli epicentri della nuova ondata di Covid, ma i medici spiegano che la malattia ora sta dilagando nelle aree rurali dove l’accesso all’assistenza sanitaria è scarso o inesistente e inoltre le persone per curarsi si rivolgono agli stregoni.

Ashita Singh, capo del reparto medicina presso il Chinchpada Christian Hospital in una zona remota dello stato del Maharashtra, dove si trova Mumbai, ha detto di assistere a un numero crescente di pazienti che arrivano con dei marchi a fuoco sul corpo fatti dagli stregoni per scacciare gli “spiriti” che credono siano responsabili dell’infezione.

Altri si affidano a cure a base di erbe mentre alcuni sono fuggiti dai villaggi per paura dei demoni, il che non ha fatto altro che diffondere ulteriormente e più velocemente il virus.

Chi si rivolge al Chinchpada Christian Hospital, attrezzato solo per 80 pazienti, lo considera solo l’ultima spiaggia e, spiega Singh, di solito sono pazienti molto malati, con zero speranze di sopravvivere.   

La crisi è particolarmente grave a Nuova Delhi, con persone che muoiono fuori dagli ospedali ormai gremiti dove tre pazienti sono spesso costretti a condividere il letto.