India e Nepal. Allarme per pratica utero in affitto

Pubblicato il 4 Settembre 2015 8:51 | Ultimo aggiornamento: 4 Settembre 2015 8:51
Donne nepalesi

Donne nepalesi

INDIA, NEW DELHI – Le corti supreme del Nepal e dell’India sono intervenute in questi giorni per esaminare possibili restrizioni del cosiddetto ‘utero in affitto’, ossia la pratica che permette a coppie senza figli di averne grazie a una gravidanza condotta da una donna terza.

A Kathmandu il massimo tribunale nepalese ha diramato una ordinanza con cui pone uno stop provvisorio a tutte le attivita’ che implichino l’utilizzazione di donne nepalesi per mettere al mondo figli da assegnare a coppie straniere.

In particolare la Corte vuole non solo verificare l’opportunita’ di proteggere meglio le madri surrogate, spesso sfruttate, ma anche determinare se l’accesso ai figli ottenuti con questo processo possa essere aperto anche alle coppie gay, provenienti in Nepal da Israele, Francia e Stati Uniti.

In India, altro Paese dove l’utero in affitto e’ ampiamente praticato in migliaia di speciali cliniche spesso informali, il giudice della Corte suprema Ranjan Gogoi ha fissato per il 15 settembre un’udienza in cui si dibattera’ se limitare, o magari addirittura proibire, questa attivita’.

L’avvocato indiano Jayashree Wad ha infatti presentato una istanza in cui chiede che la Corte abolisca un regolamento del 2013 utilizzato da quanti operano nel business delle donne surrogate in assenza di appropriate leggi per un settore che, solo in India, muove due miliardi di dollari l’anno.