India. Visti negati ad arcivescovi cattolici, ministro interni apre inchiesta

Pubblicato il 6 Febbraio 2015 11:20 | Ultimo aggiornamento: 6 Febbraio 2015 11:20
Niente visto indiano ad arcivescovi cattolici

Niente visto indiano ad arcivescovi cattolici

INDIA, NEW DELHI – Il ministro dell’Interno indiano Rajnath Singh ha chiesto ai responsabili della Divisione Stranieri del suo dicastero di presentargli un rapporto sulle ragioni per cui è stato negato il visto agli arcivescovi cattolici Arthur Roche e Protase Rugambwa. Lo scrive l’agenzia di stampa Ians.

La decisione di Singh, ha spiegato un responsabile ministeriale, e’ stata comunicata ad una delegazione di rappresentanti delle chiese cristiane da lui ricevuta giovedi per discutere sui recenti attacchi a cinque chiese cattoliche di New Delhi.

Mons.Roche, segretario della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, e mons.Rugambwa, segretario aggiunto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli e presidente delle Pontificie Opere Missionarie, dovevano partecipare a Bangalore ad un simposio della Conferenza dei vescovi cattolici indiani (Ccbi) su ‘Liturgia e Vita’.

Per spiegare le “ragioni tecniche” che hanno portato al rifiuto del visto, alcune fonti hanno indicato che Roche e Rugambwa non avrebbero avuto “un passaporto diplomatico della Santa Sede, ma uno comune”. Il particolare e’ stato smentito da un autorevole rappresentante ecclesiastico a Delhi secondo cui i due dignitari, “avendo di fatto un rango di vice-ministri, disponevano di passaporti diplomatici”.