Indignati a Los Angeles: arresti ma il campo resiste

Pubblicato il 28 Novembre 2011 19:41 | Ultimo aggiornamento: 28 Novembre 2011 21:06

NEW YORK, 28 NOV – Cantano vittoria gli attivisti di 'Occupy Los Angeles'. Hanno sfidato l'ordine di sgombero entro la mezzanotte scorsa (ora locale) imposto loro dal sindaco Antonio Villaraigosa e l'hanno spuntata: le loro tende sono ancora davanti al Municipio della Citta' degli Angeli.

Non è stato però facile. In un vero braccio di ferro, i circa 7-800 attivisti si sono trovati davanti un minaccioso esercito di poliziotti in tenuta anti-sommossa, pronti ad intervenire. Per far fronte ad una situazione che appariva sul punto di precipitare, il movimento ha allora dato il via ad un tam-tam per convocare piu' gente possibile, e in poche ore il numero dei manifestanti e' piu' che raddoppiato. Secondo fonti della polizia, sono diventati oltre duemila. Per guadagnare tempo, la polizia ha quindi spostato in avanti l'ultimatum, rinviando alle cinque del mattino il momento del confronto.

Nel frattempo, la folla si e' pero' spostata sulla strada, ostacolando il traffico che si andava intensificando con l'avvicinarsi dell'ora di punta. L'intervento degli agenti si e' reso quindi inevitabile, ma e' stato decisamente contenuto. Alcune persone sono state arrestate, ma l'accampamento, formato da oltre 200 tende, e' ancora li', e secondo quanto ha detto il capo della polizia Charlie Beck, al momento ''non c'e' un vero ultimatum'' per lo smantellamento forzato. Parole che hanno subito innescato tra gli attivisti cori di ''Abbiamo vinto, abbiamo vinto!''.

In realtà, fino a ieri le tende erette negli oltre due mesi dall'inizio della protesta erano molte di piu', quasi il doppio. Nelle ultime ore gli attivisti hanno pero' tolto quelle che contenevano le attrezzature di maggior valore, come generatori di corrente, computer o apparecchiature elettroniche; nel timore molto concreto di danni in un'eventuale carica della polizia.

Dopo aver a piu' riprese espresso simpatia per i manifestanti che ''hanno portato una necessaria attenzione sulle disparita' nel nostro Paese'', il sindaco di Los Angeles voleva pero' ad ogni costo evitare le violenze che si sono verificate con 'Occupy Wall Street' a New York, o a Portland in Oregon, e soprattutto a Oakland, in California, dove il ferimento grave di un veterano dell'Iraq in uno scontro con la polizia ha contribuito ad alimentare l'indignazione e la protesta in molte altre citta' americane.

Lo stesso atteggiamento l'ha avuto anche il sindaco di Philadelphia Michael Nutter, che ieri ha lasciato scadere l'ultimatum per lo sgombero fissato alle 17:00 senza dare alle forze di sicurezza l'ordine di intervenire.

''Devo dire che sono alquanto senza parole'', ha commentato Clark Davis, uno dei portavoce del movimento 'Occupy L.A.', che evidentemente non sperava che limitandosi ad incrociare le braccia, i manifestanti questa volta l'avrebbero spuntata sugli agguerriti agenti dotati di caschi, scudi e sfollagente.