Indonesia, almeno 1200 morti dopo terremoto e tsunami. Fosse comuni per seppellirli

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 ottobre 2018 8:31 | Ultimo aggiornamento: 1 ottobre 2018 10:07
Indonesia, almeno 1200 morti dopo terremoto e tsunami. Fosse comuni per seppellirli (foto Ansa)

Indonesia, almeno 1200 morti dopo terremoto e tsunami. Fosse comuni per seppellirli (foto Ansa)

GIACARTA, INDONESIA – Sono 1.203 i corpi finora ritrovati tra Palu e Donggala, sull’isola indonesiana di Sulawesi, colpita venerdì scorso da un forte terremoto di magnitudo 7,5 e da uno tsunami. Le due città si trovano nel nord dell’isola e ci vivono almeno 600mila persone.

I feriti sono almeno 540, e le persone evacuate sono oltre 17mila. E si teme che nella drammatica conta dei morti ci siano anche molti turisti stranieri. 

L’isola di Sulawesi, infatti, è una popolare meta turistica e venerdì sulla costa c’erano più persone del solito perché nella notte sarebbe dovuta iniziare una festa locale.

BMKG, l’ente di meteorologia e geofisica indonesiano, aveva dato un’allerta tsunami poco dopo il terremoto, ma lo ha revocato dopo 34 minuti. Molte persone così al momento dell’arrivo dello tsunami erano sulle spiagge o nelle zone adiacenti al mare.

L’evasione di massa. Circa 1.200 detenuti indonesiani sono fuggiti da tre diverse prigioni nella regione di Sulawesi devastata da terremoto e tsunami. L’evasione di massa è avvenuta dopo il maremoto; il funzionario del ministero della Giustizia, Sri Puguh Utami ha detto che i detenuti sono fuggiti da due strutture usate in sovracapacità a Palu e un’altra a Donggala, un’area colpita dal disastro:”Sono sicuro che sono fuggiti perchè temevano che sarebbero stati colpiti dal terremoto, questa è sicuramente una questione di vita o di morte per i prigionieri”.

Le ricerche a rilento e le fosse comuni. Il portavoce dell’agenzia nazionale indonesiana per la gestione dei disastri ha spiegato che dopo la prima scossa, di magnitudo 7.4 ce ne sono state altre 170 di intensità inferiore ma alcune comunque notevoli. Il terremoto poi ha generato uno tsunami con onde alte fino a sei metri. Lo stesso portavoce ha anche spiegato che per carenza di mezzi, o per impossibilità di farli arrivare dove serve, la maggior parte dei soccorsi stanno scavando tra le macerie con le mani mentre i corpi delle vittime dono stati seppelliti in fosse comuni.