Allarme Indonesia, prima lo tsunami poi un’eruzione vulcanica: centinaia di morti

Pubblicato il 27 Ottobre 2010 8:02 | Ultimo aggiornamento: 27 Ottobre 2010 9:55

Alcuni abitanti lasciano il loro villaggio per paura dell'eruzione del vulcano Merapi

Almeno 25 persone sono rimaste uccise per l’eruzione del vulcano Merapi, in Indonesia, seguita a un terremoto e a uno tsunami che avevano già registrato oltre 100 vittime (154 secondo l’ultimo aggiornamento) e circa 500 dispersi. E’ l’ ultimo bilancio diffuso dalle autorità locali.

Lo tsunami e ora l’eruzione vulcanica hanno già costretto migliaia di persone all’evacuazione, minacciando di intensificarsi nei prossimi giorni. Nel giro di poche ore l’Indonesia si ritrova a contare le vittime di un doppio disastro naturale e a ricordare la sua posizione geografica particolarmente esposta ai sommovimenti del sottosuolo.

Le devastazioni causate dal terremoto verificatosi al largo dell’isola di Sumatra – una scossa di magnitudo 7,7 – sono diventate evidenti solo oggi, mano a mano che venivano raggiunte le zone costiere più colpite dal successivo maremoto. L’onda alta almeno tre metri – alcuni testimoni parlano di sei – si è abbattuta con violenza nelle prime ore del mattino sulla parte meridionale delle isole Mentawai, una catena che si estende a 150 chilometri dalla costa di Sumatra, nell’ovest dell’arcipelago indonesiano.

L’ultimo bilancio delle vittime – le onde hanno ostacolato anche il lavoro dei soccorritori – parla di 154 morti e oltre 500 dispersi. Lo tsunami, hanno spiegato funzionari locali, ha ”spazzato almeno 10 villaggi”, in particolare sulle isole di North Pagai, South Pagai e Sipura, penetrando all’interno fino a 600 metri. Mentre la Farnesina non ha notizia di italiani coinvolti, al momento le vittime sono tutte indonesiane: una decina di surfisti australiani (le Mentawai sono un paradiso per gli appassionati), che risultavano inizialmente dispersi, sono sopravvissuti al naufragio del loro battello.