Intelligenza in calo da decenni. La peggior crisi: meno 7 punti a generazione

di Lucio Fero
Pubblicato il 15 giugno 2018 9:16 | Ultimo aggiornamento: 15 giugno 2018 9:16
Intelligenza umana in calo da decenni. La peggior crisi: meno 7 punti a generazione

Intelligenza in calo da decenni. La peggior crisi: meno 7 punti a generazione (foto Ansa)

ROMA – Intelligenza in calo da decenni. Ora cosa sia intelligenza quasi ciascuno ha da dire la sua [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]. E non c’è dubbio esistano varie e diverse tipologie di intelligenza: creativa, intuitiva, numerica, logico-razionale…e altre ancora comunque le si voglia definire. Una di queste tipologie di intelligenza, quella che consente di comprendere testi, formulare e intrecciare concetti, inserire il proprio agire in un contesto logico-razionale è in qualche modo misurabile. Attraverso vari test che per comodità vengono riassunti sotto la generica formula Quoziente di intelligenza.

Bene, anzi male, malissimo. Da una ricerca condotta su 730 mila soggetto è incontestabile che dagli anni Settanta del secolo scorso fino al 2.009 (ultimo anno di verifica sul campo) nelle società occidentali il Quoziente di intelligenza è in costante calo. Per l’esattezza, ad ogni generazione il calo è pari a sette punti nella scala. Sette punti non sono poca cosa, ogni generazione che ha soppiantato quella precedente dal 1970 in poi è stata meno intelligente in media del relativi padri. Ogni generazione giovane dal 1970 in poi  ha accusato rispetto alla precedente handicap di intelligenza.

E non è un mugugno di anziani che inventano e declinano il classico ai miei tempi era meglio…Tutt’altro: fino al 1970 e a partire da inizio secolo per quel che è stato possibile rilevare con gli stessi parametri, l’intelligenza media misurabile cresceva. Le giovani generazioni da inizio secolo fino al secondo dopoguerra sono state mediamente più intelligenti dei loro padri.

Poi la crescita di intelligenza si è interrotta, anzi il grafico dell’intelligenza media ha cambiato direzione ed ha cominciato a puntare verso il basso ed è in discesa da circa quaranta anni. Non è dato sapere cosa sia accaduto all’intelligenza media rilevata nel decennio 2009/2018 (i rilevamenti sul campo riguardano soprattutto Europa ed Usa). Non si sa come è andata nell’ultimo decennio, quello che stiamo vivendo. Ma è lecito non essere per nulla ottimisti.

E’ parere quasi unanime dei ricercatori (ma basta il buon senso e la semplice osservazione empirica della vita quotidiana) che il calo progressivo dell’intelligenza (quella forma di intelligenza che consente di parlare con cognizione di causa e capacità espositiva, che consente di sviluppare e annodare concetti e non solo impressioni, quella intelligenza che definiamo logico-razionale e che quindi presiede alle competenze scientifiche e culturali) sia semplicemente e drammaticamente da attribuire al fatto che ogni generazione legge sempre meno della precedente.

Non un virus o una maledizione o un dna dirazzato. No, il calo progressivo dell’intelligenza logico razionale è legato all’abbandono progressivo dell’allenamento allo studio, riflessione, comprensione che si fa leggendo. E dal 2009, ultimo calo rilevato di intelligenza media, non sembra proprio il tasso di lettura sia aumentato.

Sempre meno intelligenti in giro. Il che non vuol dire non ci siano in giro un sacco di brillanti, simpatici, creativi, industriosi e altre qualità dell’essere e agire umano. Ma in una classe di liceo, in una sessione universitaria, in uno studio professionale, in un ufficio, in una azienda, a Montecitorio o al Senato, in un’aula Comunale o Regionale, nella sede di un sindacato, in una cena ufficiale e anche in una mensa ogni giorno dovunque si può misurare, volendo, che quel tipo di intelligenza lì non solo cala ma quasi neanche più gliene frega niente a nessuno.

Quindi forse meglio non misurare: che quella dell’intelligenza razionale fosse la peggior crisi (molto più profonda e radicata di quella economica) in fondo lo sapevamo anche prima dei risultati della ricerca sulla…caduta tendenziale del saggio di intelligenza. Ma forse è saggio, se non intelligente, far finta di non sapere.

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