Giappone: iodio radioattivo nel latte materno? Scatta l’allarme

Pubblicato il 21 Aprile 2011 15:19 | Ultimo aggiornamento: 21 Aprile 2011 15:19

TOKYO – Allarme iodio nel latte materno in Giappone. Il ministero della Salute giapponese effettuerà analisi sul latte materno dopo che tracce di iodio radioattivo sono state trovate su 4 donne in allattamento dell’area a est e nordest di Tokyo. Lo ha annunciato il capo di gabinetto del ministero, Yukio Edano.

”L’eccessivo allarmismo è inutile, ma capiamo i timori delle madri”, ha spiegato in serata Edano, dopo aver chiesto al ministero di fare luce sulla vicenda. Le analisi, che hanno rilanciato i timori sull’impatto della crisi nucleare di Fukushima sugli infanti, sono state promosse dal gruppo civico ‘Network di supporto madre-figlio’, secondo cui il latte fornito da una donna di Chiba, periferia orientale di Tokyo, ha segnato una concentrazione di iodio radioattivo di 36,3 becquerel/kg, senza tuttavia tracce di cesio.

Lo iodio radioattivo, ma in quantità minori (8,7, 8,5 e 6,4 becquerel/kg) è stato trovato nel latte di altre tre donne della prefettura di Ibaraki, a nord della capitale. Il test, condotto su campioni di nove volontarie raccolti il il 24 e 30 marzo, non ha evidenziato sostanze radioattive nei campioni di latte provenienti da donne di Fukushima e Miyagi, le prefetture più vicine alla centrale nucleare in avaria.

La Commissione nipponica per la sicurezza nucleare, che fa capo al governo, non ha stabilito limiti di legge per la concentrazione di sostanze radioattive nel latte materno. Tuttavia, i risultati del test dell’associazione civica hanno tutti restituito valori inferiori ai 100 becquerel/kg, il tetto massimo consentito per l’acqua del rubinetto destinata ai bambini sotto un anno di età.