Iran, 40 morti nella calca a Kerman per la sepoltura di Soleimani: cerimonia rinviata

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 7 Gennaio 2020 11:16 | Ultimo aggiornamento: 7 Gennaio 2020 13:17
Iran, 35 morti nella calca a Kerman durante la cerimonia di sepoltura di Soleimani

La folla a Kerman per la cerimonia di sepoltura del generale Soleimani (Ansa)

MILANO  –  Continuano in Iran le celebrazioni per il generale Qassem Soleimani, ucciso in un raid Usa in Iraq. E si contano delle vittime: almeno 40 persone sono morte e 190 sono rimaste ferite nella calca durante la cerimonia di sepoltura del generale a Kerman, sua città natale nella parte sud-occidentale dell’Iran. E alla fine le autorità iraniane hanno rinviato per ragioni di pubblica sicurezza la sepoltura.

La minaccia di Teheran agli Usa

In seguito a quell’attacco il Parlamento iraniano ha designato tutte le forze armate degli Stati Uniti “terroriste” e ha stanziato l’equivalente di circa 200 milioni di euro a sostegno delle forze Quds, unità di forze speciali del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica di cui il generale Soleimani era al comando.

“Gli americani sanno di essere vulnerabili e quindi hanno cambiato tattica raccogliendo le proprie forze nelle basi militari. Si sono chiusi dentro i rifugi nella speranza di sfuggire alla nostra vendetta, ma la Repubblica islamica aprirà loro le porte dell’inferno”, ha detto il segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano, il contrammiraglio Ali Shamkhani, citato dall’agenzia Mehr. “Il messaggio della Repubblica islamica è chiaro: gli Stati Uniti hanno assassinato un eroe nazionale e non possiamo restare indifferenti. Quindi, se le truppe Usa non lasciano la regione spontaneamente, le cacceremo noi”, ha aggiunto Shamkani, secondo cui gli alleati europei di Washington stanno ritirando le proprie forze dall’Iraq per non pagare il prezzo dell’iniziativa americana. 

“Se gli Stati Uniti faranno una benché minima mossa contro l’Iran, daremo fuoco a qualunque luogo, dove ci piace”, l’avvertimento lanciato a Washington dal comandante delle Guardie rivoluzionarie Hossein Salami, citato dall’agenzia Fars. “Senza dubbio ci vendicheremo – ha aggiunto Salami, parlando alla cerimonia di sepoltura del comandante della Forza Qods, Qassem Soleimani, in corso a Kerman -. Lo dico per l’ultima volta: la nostra rappresaglia sarà molto dura, li farà pentire, e finire, ne sono sicuro”. (Fonti: Ansa, Fars, Mehr, Teheran Times)