Iran: 9 anni e 74 frustate a economista anti Ahmadinejad

Pubblicato il 14 Dicembre 2009 17:37 | Ultimo aggiornamento: 14 Dicembre 2009 17:37

Vita dura per gli economisti in Iran.

Said Leylaz, un economista che negli ultimi anni ha duramente criticato la politica del presidente Mahmud Ahmadinejad, è stato condannato a 9 anni di reclusione e 74 frustate dopo essere stato arrestato in seguito alle proteste post-elettorali l’estate scorsa.

Intanto Mir Hossein Mussavi, considerato il capo del movimento di opposizione, ha condannato la repressione delle proteste affermando che tutto ciò porta ad una “radicalizzazione” della lotta politica nel Paese.

Il messaggio di Mussavi è stato diffuso dopo che ieri, in seguito ad immagini trasmesse dalla televisione di persone che stracciavano una fotografia del defunto ayatollah Ruhollah Khomeini, la Guida suprema, ayatollah Ali Khamenei, ha accusato i leader della protesta di avere “violato la legge” e si sono diffuse voci sui possibili arresti dei capi dell’opposizione. La magistratura iraniana ha detto oggi di avere arrestato diverse persone accusate di essere state presenti mentre la fotografia di Khomeini veniva strappata.

Da parte riformista, comunque, molte voci hanno attaccato la televisione per la diffusione del video, affermando che si tratta di una messinscena per colpire il movimento di protesta. Il nipote ed erede diretto del fondatore della Repubblica islamica, Hassan Khomeini, ha mantenuto il silenzio sull’episodio. Per quanto riguarda la condanna di Leylaz, il suo avvocato, Mahmud Alizadeh Tabatabai, ha preannunciato che presenterà appello contro la sentenza.

Il legale, citato dall’agenzia Isna, ha precisato che un anno di reclusione è stato inflitto a Leylaz per gli articoli in materia economica pubblicati negli ultimi anni da diversi giornali, in cui non ha risparmiato attacchi ad Ahmadinejad. Le stesse posizioni espresse in diverse interviste rilasciate ad organi d’informazione stranieri.

Un altro anno gli è stato inflitto per avere partecipato ad una manifestazione pacifica contro la rielezione di Ahmadinejad, 2 anni e 74 frustate per “insulti ad autorità” e 5 anni per avere partecipato ad incontri con diplomatici stranieri a Teheran. Il mese scorso la magistratura aveva reso noto che, nei processi seguiti alle proteste post-elettorali, cinque persone erano state condannate a morte e 81 a pene carcerarie fino a 15 anni. Tutti potevano presentare ricorso in appello.

«Invece che dare risposte» ai dubbi espressi sulla correttezza delle elezioni, ha detto Mussavi nel suo messaggio, «la gente è stata attaccata e imprigionata, e per questo l’insoddisfazione è ancora presente. La nazione si aspetta che sia posta fine a questo clima di polizia, perché in questa atmosfera possono nascere movimenti clandestini e il radicalismo può crescere». Il leader dell’opposizione conclude tuttavia con un invito ai suoi seguaci perché le proteste continuino «attraverso mezzi pacifici e legali per non fornire alcuna scusa agli oppositori del popolo» per reprimere le manifestazioni.