Iran, Amnesty: “106 morti nelle proteste contro il caro benzina, cecchini sui manifestanti”

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 20 Novembre 2019 0:33 | Ultimo aggiornamento: 20 Novembre 2019 8:41
Iran, Amnesty: "106 morti nelle proteste contro il caro benzina: cecchini sui manifestanti"

(Foto Ansa)

MILANO – Morti, arresti, internet bloccato e minacce che il peggio debba ancora arrivare: l’Iran fa i conti con la repressione delle proteste scattate venerdì scorso, 15 novembre, in seguito all’aumento del prezzo del carburante, conseguenza delle sanzioni imposte dall’amministrazione americana di Donald Trump. 

Le Nazioni Unite parlano di decine di morti, secondo Amnesty International le vittime sarebbero 106, uccise in 21 città del Paese durante gli scontri da cecchini che sparavano sulla folla. E adesso i leader della protesta rischiano di essere impiccati. 

Le autorità della Repubblica islamica hanno avvertito che non faranno sconti ai “rivoltosi”. Dopo che tre agenti delle forze di sicurezza sono stati accoltellati a morte a ovest di Teheran, la magistratura è intervenuta accusando i presunti responsabili di scontri e saccheggi di essere stati pagati per “creare il caos” e avvisandoli che saranno imputati per il reato di ribellione armata contro le autorità e i principi della Repubblica islamica.

E mentre il presidente Hassan Rouhani assicura che sta tornando la calma, il blocco quasi totale di internet, deciso dal Consiglio supremo di sicurezza nazionale “per evitare che i nemici approfittassero della situazione”, risulta ancora operativo, secondo l’osservatorio Netblocks.  

Teheran punta il dito contro le interferenze degli Stati Uniti, dopo il sostegno espresso ai manifestanti dal segretario di Stato Usa Mike Pompeo. Per il ministro degli Esteri, Javad Zarif, l’appoggio offerto ai dimostranti è “una vergognosa bugia” e “uno show ipocrita. È curioso che gli Stati Uniti mostrino solidarietà con quello stesso popolo che subisce la pressione del terrorismo economico americano. Ma le accuse riguardano anche il vecchio continente: “Anche gli europei che sostengono i disordini saranno responsabili delle conseguenze delle loro pericolose provocazioni”. (Fonti: Bbc, Tehran Times, Ansa, Agi)