Iran/ Dai blog la storia di Taraneh, stuprata in carcere per aver protestato contro il governo

Pubblicato il 15 Luglio 2009 16:25 | Ultimo aggiornamento: 15 Luglio 2009 16:25

La storia di Taraneh è solo l’ultima, in ordine di tempo, che va a riempire un elenco non si sa ancora quanto lungo. Lei è una ragazza iraniana che, come centinaia di suoi coetanei e coetanee, ha partecipato alle manifestazioni di protesta a Teheran all’indomani delle elezioni che hanno confermato Ahmadinejad alla guida del paese. Come tante altre persone è stata arrestata e nel carcere avrebbe subito delle violenze. Neda, Sorhab e adesso Taraneh. Sono i nomi che si ripetono nei siti e nei blog dove le informazioni circolano a singhiozzo, per paura della censura. Stupri e violenze, quello che avviene dentro le carceri.

La sua storia, raccolta da un blog iraniano e rilanciata sui siti di tutto il mondo, racconta che la madre di Taraneh ha ricevuto una telefonata da un agente del governo, in cui le veniva detto che sua figlia era stata ricoverata nell’ ospedale Iman Khomeini di Karaj per «lesioni ai genitali e all’ano», in seguito «ad uno sfortunato incidente». Una volta giunta in ospedale la donna non ha trovato la figlia. Sparita. Da allora nessuna notizia di Taraneh. In seguito gli agenti del governo le avrebbero consigliato non rendere pubblica la vicenda. Come lei sarebbero tante le persone trattenute in carcere, torturate e sottoposte a violenze fisiche e psicologiche.

Secondo il blogger anglo-iraniano Potkin Azarmehr, «se il regime uccidesse i manifestanti li renderebbe dei martiri». Tenendoli in carcere, invece, li rende invisibili.