Iran, ex agente Fbi Robert Levinson morto in carcere. Trump: “Inaccettabile”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Marzo 2020 23:14 | Ultimo aggiornamento: 26 Marzo 2020 9:12
Robert Levinson, morto ex agente Fbi in Iran. Trump: Inaccettabile

Robert Levinson, ex agente Fbi disperso in Iran. Famiglia annuncia la morte (Foto archivio ANSA)

WASHINGTON  – L’ex agente dell’Fbi Robert Levinson, scomparso in circostanze misteriose in Iran nel 2007, è “morto mentre era in detenzione” nel Paese. Lo annuncia la sua famiglia, ma il presidente Donald Trump non si d pace: “Inaccettabile che sia morto”.

“Abbiamo recentemente avuto informazioni da parte di responsabili americani che li hanno convinti, così come noi, a concludere che il nostro meraviglioso marito e padre sia morto. Non sappiamo quando o come sia morto, ma solo che è successo prima della pandemia da coronavirus”, hanno detto i familiari in un comunicato. Teheran ha sempre negato ogni coinvolgimento nella sparizione dell’ex agente Usa.

Robert Levinson, 72 anni, era scomparso il 9 marzo 2007 nell’isola di Kish, Iran, mentre era in missione per la Cia. Nel novembre del 2013, Levinson era diventato l’ostaggio più a lungo detenuto della storia americana. Secondo la sua famiglia, l’uomo soffriva di diabete, gotta e ipertensione.  

Poco dopo l’annuncio il presidente Donald Trump è sembrato contraddire le rivelazioni provenienti da membri della sua amministrazione. “Le cose non sembravano andare bene, era malato, ma non accetto che sia morto”, ha detto durante una conferenza stampa alla Casa Bianca sul coronavirus. “Non ci hanno detto che è morto, anche se un sacco di persone pensa che lo sia”, ha aggiunto.

Per anni Teheran ha continuato a negare pubblicamente di essere a conoscenza del destino di Levinson, nonostante i media statali avessero riportato che era stato arrestato al momento della sua scomparsa, il 9 marzo 2007 nell’isola iraniana di Kish. Gli Usa sostennero a lungo che l’uomo – un agente Fbi che si era distinto in operazioni contro la mafia italiana e russa – stava lavorando in quell’occasione per un’azienda privata.

Ma nel 2013 l’Associated Press rivelò che in realtà era in missione per analisti della Cia. Cosa che l’agenzia di intelligence e altri dirigenti governativi non hanno mai ammesso, nonostante le conferme di familiari e amici.
La sua famiglia ha ricevuto 2,5 milioni di dollari l’anno dalla Cia per bloccare una causa che avrebbe rivelato i dettagli del suo lavoro, mentre tre analisti sono stati cacciati ed altri sono stati sottoposti a procedimenti disciplinari.

Nelle uniche immagini emerse dopo la scomparsa, risalenti al 2010 e 2011, Levinson – che oggi avrebbe 72 anni – indossa una tuta arancione simile a quella dei prigionieri nel carcere Usa di Guantanamo e appare dimagrito, con la barba e i capelli lunghi.

In un video, con una popolare canzone nuziale pashtun in sottofondo, l’uomo si lamenta delle sue cattive condizioni di salute. Soffriva di diabete, gotta e ipertensione. Lo scorso novembre Teheran aveva riconosciuto di avere ancora un caso aperto presso la sua Corte Rivoluzionaria ma ora anche quel raggio di luce si è spento.

(Fonte ANSA)